NAPOLI, I BOCCIATI 2020/2021: LA “FLOP 5” DELLE DELUSIONI AZZURRE

Digerito a fatica l’amaro boccone della mancata qualificazione alla prossima Champions League, è tempo per il Napoli di guardare alla prossima stagione, in cui alla guida degli azzurri ci sarà Luciano Spalletti, il cui ingaggio è stato ufficializzato nello scorso fine settimana.

Non si può chiudere il capitolo 2020/2021 senza tracciare un elenco degli azzurri promossi e bocciati, anche per capire su quali giocatori il mister di Certaldo potrà fare affidamento, e viceversa chi potrà essere salutato e sostituito senza troppi rimpianti.

Questa settimana si parte dai calciatori che, rispetto al passato ed alle aspettative, hanno deluso maggiormente tifosi ed addetti ai lavori.

Sono stati volutamente “esclusi” da questa “flop 5” giocatori come Lobotka, Ghoulam, Elmas o Petagna, che pur non brillando, hanno trovato troppo poco spazio, specie tra i titolari, per essere correttamente giudicati.

5 – Dries Mertens

Francesco Pecoraro/Getty Images

Fa terribilmente male dover inserire il folletto belga, miglior marcatore all time in maglia azzurra, in questa classifica, seppur in ultima posizione.

E’ però troppo ampio il divario tra il livello cui Dries ci aveva abituato ed il suo rendimento in questa stagione (10 gol e 9 assist in 38 presenze), sicuramente condizionato dal doppio infortunio alle caviglie, che insieme al lento ed incompleto recupero lo hanno fatto apparire a tratti quasi un ex-calciatore.

L’annata di Mertens ha alimentato i già forti dubbi sull’opportunità di rinnovare per due anni, a cifre molto importanti, il contratto ad un giocatore arrivato a 34 primavere, e già reduce da una stagione segnata dagli infortuni.

Proprio per questo, però, sarà difficile che le strade tra “Ciro” e il Napoli si dividano adesso, con offerte che inevitabilmente tarderanno ad arrivare.

C’è da augurarsi quindi che Dries riesca a mettere qualità ed esperienza, anche con un numero di presenze limitato, al servizio di Spalletti e della squadra.

4 – Kalidou Koulibaly

Altro nome illustre, ed altro autore di un campionato in cui le ombre sono state nettamente superiori alle luci.

Sicuramente condizionato dai due pesanti infortuni (probabilmente gestiti male dallo staff tecnico), forse distratto dalle continue sirene di mercato, Kalidou ha comunque garantito la consueta professionalità e generosità con la quale ha sempre vestito la maglia azzurra.

Le lunghe pause, e le numerose incertezze dimostrate nell’arco della stagione, fanno però pensare che dopo tanti anni al servizio della causa, il gigante d’ebano abbia esaurito gli stimoli indispensabili per dare il meglio in ogni partita.

In tempi di pandemia e con i mancati introiti Champions, il nome di Koulibaly è tra i più papabili alla voce cessioni, ed anche in questo caso sarebbe stato probabilmente meglio salutarsi prima: sia per il Napoli, che avrebbe ricavato una cifra sicuramente più alta, che per KK, che avrebbe potuto consacrare la sua carriera in un grande club nel pieno della sua maturità calcistica.

Ad ogni modo, se sarà addio, Koulibaly potrà salutare Napoli con il sorriso, consapevole di aver dato il meglio per questa squadra e questa città.

3 – Elseid Hysaj – Mario Rui

La scelta di mettere in classifica “ex-aequo” la coppia di terzini ex Empoli, oltre a certificarne il deludente rendimento, ha il preciso scopo di evidenziare una volta per tutte l’enorme carenza della rosa azzurra sulle fasce.

In particolare l’out sinistro, orfano del miglior Ghoulam, da troppo tempo non viene occupato da un giocatore del livello necessario per il Napoli.

Né Mario Rui, la cui annata incolore verrà ricordata più per le espulsioni dagli allenamenti che per le prestazioni in campo, né Hysaj, che giocando fuori ruolo ha fatto del suo meglio, facendo però perdere agli azzurri 4 punti decisivi per le sue gravi indecisioni contro Verona e Cagliari, possono rappresentare il futuro dei partenopei nel ruolo.

Occorre dunque che la società si muova con decisione per regalare a Spalletti almeno due, se non tre terzini degni di indossare la maglia azzurra: ogni ulteriore tentennamento sarebbe imperdonabile.

2 – Timoue Bakayoko

Fortemente voluto da Gattuso, Bakayoko era stato salutato come l’acquisto in grado di regalare finalmente fisicità e spessore al centrocampo azzurro, ma l’ex Milan e Chelsea ha terribilmente deluso le aspettative.

Lento, macchinoso, molle, autore di erroracci fatali come la dormita sulla rimessa laterale che ha fatto perdere al Napoli due punti determinanti nel recupero del match con il Sassuolo, l’ivoriano si è solo parzialmente riscattato con alcune buone prestazioni nel girone di ritorno, oltre che con due gol importanti a Torino ed Udine.

Tutto ciò però non giustifica il suo impiego in luogo di Demme nelle ultime 3 partite di campionato, compresa l’ultima con il Verona dov’è stato tra i peggiori in campo.

Unica consolazione, il fatto che Bakayoko fosse arrivato in prestito gratuito, e che il suo addio sarà dunque rapido ed indolore.

1 – Nikola Maksimovic

Finisce nel peggiore dei modi l’avventura napoletana del centrale difensivo ex Torino, arrivato a suon di milioni nell’era Sarri ed autore di buone prestazioni sotto la guida di Carlo Ancelotti.

Forse eccessivamente condizionato dal contratto in scadenza, e probabilmente poco avvezzo a giocare sul lato sinistro al posto di Koulibaly, il croato ne ha combinate però davvero troppe, commettendo diversi gravissimi errori di concentrazione, posizionamento ed impostazione, che sono costati cari al Napoli in partite come quelle contro Genoa, Verona e Crotone.

Ironia della sorte, è stato Maksimovic a non voler trattare il rinnovo di contratto, ma il disastroso rendimento di questa stagione non sarà certo un gran biglietto da visita da presentare alle squadre che lo cercheranno.

Il calciomercato è appena all’inizio, ma un’attenta analisi di questa “controclassifica” potrebbe risultare molto utile per individuare su quali nomi e su quali reparti il Napoli dovrà intervenire con maggiore urgenza, per evitare di concludere un’altra stagione fuori dall’Europa che conta.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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