Nathan Never Deep Space #2 – Il pianeta vivente – Recensione

È un’estate di grande fantascienza quella in corso per Nathan Never, e non soltanto perché si avvia alla conclusione la lunga ed esplosiva saga Intrigo internazionale.
Alla serie regolare è stata infatti affiancata la miniserie in 3 albi Nathan Never Deep Space (qui la recensione del numero 1) collocata in un arco temporale di poco successivo alla Guerra dei Mondi e incentrata sull’enigmatica figura di Yari Kiran, un alieno sbarcato sulla Terra che riesce con le sue formidabili abilità a guadagnarsi la fiducia dell’Agenzia Alfa facendosi assumere e lavorando in coppia proprio con Nathan.

La loro prima missione di rilievo, nella quale il contributo di Yari è determinante, riguarda un manufatto alieno di proporzioni colossali comparso nell’orbita terrestre; trattandosi di quella che Yari riconosce come un’astronave proveniente dal suo pianeta, non può che fare da supporto alla squadra terrestre che deve battere sul tempo quella marziana della fratellanza pretoriana per impossessarsi di una fonte di energia dalle potenzialità devastanti che non può cadere in mani sbagliate.

In questa missione a base di tantissima azione e scontri con entità aliene lo sceneggiatore Mirko Perniola ha però saputo inserire alcune sottotrame toccanti, quali il conflitto tra le sorelle a bordo della nave marziana Marineris o la capacità di Yari di entrare in “sintonia” con la più sensibile delle due grazie al prodigioso olfatto che gli permette di “assaporare” le emozioni di chi lo circonda.
Interessante anche ai fini degli sviluppi futuri è la descrizione che Yari fa del suo pianeta di origine, dove una evolutissima civiltà basata su un criterio eusociale di divisione in caste ha fatto in modo di garantire a tutti dignità e prosperità, al prezzo però di sacrificare le individualità: e forse si nasconde proprio in questo il mistero che ha condotto Yari sulla Terra.

In questo albo centrale della miniserie vengono infatti a galla alcune delle contraddizioni e degli aspetti più enigmatici dell’alieno, la cui figura ha ancora molto da rivelare soprattutto in merito alle reali mire. Ce ne rendiamo conto da qualche indizio sparso nelle didascalie dell’alieno stesso e in quelle di Nathan, il quale pur di fronte ad efficienza e lealtà dimostrate da Yari continua a mantenere dubbi e perplessità per i quesiti ancora irrisolti.

Dopo la bella prova di Silvia Corbetta sulle pagine di Deep Space 1, in questa occasione i pennelli passano a Simona Denna, autrice già rodata con le atmosfere da fantascienza di Nathan Never e che compie stavolta un eccellente lavoro spesso basato sui chiaroscuri per delle tavole molto complesse nelle quali alcune scene d’azione a bordo dell’astronave evocano (o forse omaggiano!) i tetri e claustrofobici scenari di Alien, film di culto per qualsiasi appassionato di fantascienza ma anche punto di riferimento per chi ne racconti.
Per la composizione delle sue tavole Simona è stata affiancata da Ivan Calcaterra, un vulcanico creatore di mondi. È a lui infatti che si devono tutta l’ideazione e la caratterizzazione grafica e le specifiche non del solo Yari, ma di tutta la tecnologia che lo riguarda, inclusa quella del mondo di provenienza, e lo stesso Calcaterra è autore anche della cupa e minacciosa copertina del mese.

Uscita: 24/07/2020
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto: Mirko Perniola
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Simona Denna, Ivan Calcaterra
Copertina: Ivan Calcaterra

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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