Fonte Gazzetta dello Sport

Ottimo Napoli, Mertens nel finale evita la beffa

Complicato impegno post Champions per il Napoli: al San Paolo arriva la Roma di Di Francesco, squadra incostante ma di ottima qualità. Gli azzurri di Mister Ancelotti erano chiamati alla vittoria per non allontanarsi troppo dalla Juve, vittoriosa sabato ad Empoli, anche grazie alla solita magnanimità della classe arbitrale. Non si discosta dal 442 il tecnico dei partenopei, davanti ad Ospina ci sono i soliti Albiol e Koulibaly, con Mario Rui ed Hysaj ai lati; in mezzo al campo al capitano Hamsik (da ieri recordman assoluto di presenze in maglia azzurra) fanno compagnia Allan, Fabian Ruiz e Callejon, in attacco Insigne e Milik.

Parte subito a razzo il Napoli, trascinata da un sontuoso Fabian Ruiz che, dopo aver messo a sedere tutta la difesa romanista, serve ad Insigne un cioccolatino che l’attaccante di Frattamaggiore spreca. Sarà il leit-motive della giornata, tanta imprecisione, tantissime occasioni ma senza la dovuta freddezza. E alla prima occasione la Roma passa con El Sharaawy che approfitta di un difettoso piazzamento dei due centrali azzurri per battere Ospina. La reazione del Napoli è veemente ma porta solo a tanti quasi gol, una miriade di calci d’angolo (saranno ben 17 alla fine) e tanti rimpianti. Dal canto suo la Roma riese ad alleggerire la pressione soprattutto grazie all’ottimo Dzeko che sfiora il raddoppio stoppato prima da Ospina e poi da Albiol sulla riga di porta.

Nella ripresa la pressione azzurra assume la natura di un vero e proprio assedio con la Roma costretta a difendersi all’interno della propria area di rigore. Entra Mertens per Milik, poi Malcuit per Hysaj (scadente la prestazione dell’albanese), ma un po’ per imprecisione, un po’ per scelte non sempre precise nell’ultimo passaggio, il risultato pare non voler cambiare. Particolarmente sciagurato al tiro è proprio Lorenzo Insigne, diverse occasioni sprecate dallo scugnizzo napoletano, seppur all’interno di una gara giocata bene in fase di assistenza e partecipazione alla manovra. Entra anche Zielinski, la zona sinistra dell’attacco dei padroni di casa si trova che è un piacere: Fabian Ruiz è calciatore completo ed elegante, Mario Rui, seppur con qualche errore di troppo, accompagna sempre la manovra, ma la palla non ne vuole proprio sapere di entrare: i tantissimi corner sono sempre preda dei giganti giallorossi che si difendono attorno ad un insuperabile Manolas che, nel finale, lascia il posto a Fazio.

Sembra una partita segnata, anche perché negli ultimi due anni la Roma ha dato diversi dispiaceri ai supporters azzurri nelle gare giocate al San Paolo. In uno degli ultimi assalti, all’alba dei quattro minuti, di recupero, una combinazione Zielinski-Insigne porta quest’ultimo al cross: il tiro sbilenco di Callejon diventa un assist perfetto per Mertens che pareggia. Nei restanti minuti il Napoli ci prova ancora ma senza successo e la gara si chiude con un pari (il primo in campionato) dal sapore agrodolce per il pericolo scampato ma anche per l’ottima prova fornita dai ragazzi di Anceloti.

Applausi per la squadra azzurra, la gara è stata ben giocata e la vittoria dei padroni di casa sarebbe stata più che meritata: ma il calcio è così. I tifosi azzurri possono consolarsi con una squadra che gioca bene e con la giusta calma e determinazione, qualità trasmesse dal proprio allenatore che ne ha fatto una compagine consapevole delle proprie potenzialità.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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