PORTATO A SCUOLA IL MAESTRO SARRI, PER IL NAPOLI CAPOLISTA C’E’ IL SASSUOLO AMMAZZAGRANDI

La notte perfetta: dopo il commovente omaggio a Maradona, il Napoli strapazza la Lazio con una prestazione sontuosa e ritrova la vetta solitaria della classifica.

L’emozionante giro di campo della statua del “Pibe”, scoperta sotto gli occhi del Presidente FIFA Infantino, di De Laurentiis, di Ferlaino e di uno stadio gonfio d’amore, ha caricato a molla gli azzurri, capaci di dare spettacolo, segnare 2 gol nei primi 10 minuti, e chiudere di fatto la pratica col tris alla mezz’ora.

Grande protagonista Dries Mertens, che dopo aver propiziato il gol di Zielinski in avvio ha segnato due reti degne di D10S, mandando in estasi i suoi tifosi.

Il folletto belga ha smentito chi lo considerava finito (tra cui chi scrive, ben lieto di fare ammenda), e c’è da augurarsi che possa mantenere la splendida condizione fisica mostrata domenica per il tempo in cui sarà chiamato a sostituire Osimhen.

L’ennesima perla stagionale di Fabian Ruiz ha fissato il punteggio sul 4-0, suggellando una prova impressionante per ritmo e qualità di gioco, specie nel primo tempo.

Guidato da un preciso ed onnipresente Lobotka, il centrocampo azzurro ha distrutto quello biancoceleste, mentre la difesa ha collezionato l’ennesimo “clean sheet”, concedendo le briciole ad Immobile e compagni.

Eccellente la preparazione della partita da parte di Spalletti, che ha letteralmente portato a scuola il suo dirimpettaio Sarri.

Il tecnico di Certaldo, bravissimo a ridisegnare per l’ennesima volta il suo Napoli, ha sopperito alle pesantissime assenze di Anguissa ed Osimhen puntando al possesso palla rapido, in modo da esaltare le caratteristiche di Lobotka e Mertens.

La bella vittoria contro gli aquilotti va però messa rapidamente da parte, visto che si torna in campo già stasera: alle 20:45 il Napoli è atteso a Reggio Emilia dal Sassuolo, che ha regalato il primato in solitudine ai partenopei battendo a domicilio il Milan.

Gli emiliani hanno espugnato anche lo Stadium di Torino qualche settimana fa, dimostrando di sapersi esprimere al meglio contro avversarie più blasonate.

Spalletti ritrova Politano, negativizzatosi dal Covid, ed Ounas che ha smaltito l’influenza, ma perde di nuovo Manolas, vittima di una gastroenterite e dunque assente insieme ad Osimhen ed Anguissa.

L’allenatore toscano ha comunque più scelta in tutti i reparti, ed è probabile che Elmas, Demme, Petagna e i due esterni appena recuperati trovino spazio all’inizio o durante il match.

Il “Mapei Stadium” non ha regalato grandi gioie lo scorso anno al Napoli, battuto dalla Juve in Supercoppa (con rigore sbagliato da Insigne nel finale) e capace di buttare via due punti a tempo scaduto, regalando ai neroverdi il rigore del definitivo 3-3.

Due punti che, insieme a quelli persi col Cagliari al “Maradona” al 93′ (oltre ovviamente a quelli col Verona) sono risultati decisivi nella mancata qualificazione alla Champions League della squadra di Gattuso.

Gli azzurri sono però in vantaggio nel computo delle 8 sfide giocate a Reggio Emilia in Serie A, con 3 vittorie ed una sola sconfitta, a fronte di 4 pareggi.

L’ultimo successo in terra emiliana coincise con la prima vittoria di Gattuso sulla panchina del Napoli: il 22 Dicembre 2019 fu un autogol di Obiang a sancire il definitivo 2-1 al 91′ dopo le reti di Traore ed Allan.

L’unico k.o. risale invece all’esordio di Sarri come allenatore del Napoli, che pur essendo passato in vantaggio con Hamsik, il 23 Agosto 2015 si fece rimontare e battere grazie ai gol dell’ex Floro Flores e di Sansone.

Il tecnico del Sassuolo, l’esordiente Dionisi, ha conservato i principi di gioco cari al suo predecessore De Zerbi, proponendo una squadra che predilige la costruzione dal basso, il possesso palla ed il pressing alto.

Questo tipo di atteggiamento potrebbe però non essere un cattivo affare per gli azzurri, apparsi più in difficoltà contro squadre chiuse e votate alla marcatura a uomo a tutto campo come Torino e Verona.

Si prospetta una serata di bel calcio insomma, ma per il Napoli conterà soprattutto vincere, per dare continuità alla magica “noche del Diez”.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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