Privacy:Ecco tutta la verità su Whatsapp

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Quando Facebook acquistò WhatsApp nel mese di febbraio 2014 per 19 miliardi di $, l’applicazione di messaggistica era la più popolare nel mondo (con 450 milioni di utenti), ma dal punto di vista commerciale incassava solo 20 milioni di $ di vendite all’anno, grazie ad un abbonamento annuale che veniva pagato solo da utenti in alcuni paesi. Sul web iniziarono cosi a girare dei rumors sulle possibili strategie mangia soldi che Facebook avrebbe attuato nei mesi successivi. Dopo l’affare però, questi rumors vennero confutati, con alcuni messaggi scritti su Facebook dai CEO delle rispettive società. I messaggi ribadivano il concetto che WhatsApp avrebbe continuato ad operare in modo indipendente e senza minare i rigorosi principi in materia di privacy in vigore fino a quel momento che escludevano la pubblicità a priori.

Difficile da credere, in quanto Facebook è una società che ha fatto la stragrande maggioranza dei suoi soldi dalla vendita di annunci.Ieri WhatsApp ha annunciato che ha cambiato la sua politica sulla privacy, in modo da riflettere il fatto che sta iniziando a condividere i numeri di telefono dei suoi più che 1 miliardo di utenti attivi con Facebook. Tecnicamente, i fondatori  di Whatsapp possono sostenere che non stanno compromettendo nulla di quanto appena detto in quanto non stanno facendo altro che condividere i dati degli utenti con il loro nuovo proprietario.

In che modo il tuo numero di telefono può aiutare Facebook?

Non è chiaro come l’azienda intende utilizzare i numeri, ma è molto probabile che incrociando questi con i dati che hanno già su di te, insieme con le banche dati di informazioni personali ottenute da parte di terzi é possibile tracciare dei profili sempre più accurati su gli utenti e “suggerire” in modo sempre più scrupoloso prodotti e servizi che potrebbero interessarti.

Whatsapp scrive:

“Come abbiamo annunciato all’inizio di quest’anno, vogliamo esplorare modi nuovi per comunicare con le aziende che potrebbero interessarti, pur dando un’ esperienza senza banner pubblicitari da terze parti e spam. Che si tratti di sentire la banca su una transazione potenzialmente fraudolenta, o di ottenere una notifica da una compagnia aerea di un volo in ritardo…”.Finora questi sono gli unici esempi che WhatsApp ha condiviso, di come le aziende potranno comunicare con le persone sulla sua rete. Esempio di questa natura possono difficile da trovare perché la stragrande maggioranza della comunicazione che avviene tra le imprese e le persone è la pubblicità.

WhatsApp è senza dubbio nell’occhio del ciclone, e quanto si piegherà alla volontà delle imprese e dei loro inserzionisti è ancora una questione aperta.

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Biografia Carlo Pisapia

Carlo Pisapia
Carlo Pisapia è un software engineer per IBM Irlanda ed un divulgatore Hi-Tech, felicemente condivide le sue esperienze e conoscenze attraverso la natura dei social media. Motto: Nella vita o sei 1 o sei 0 non ci sono mezze misure.

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