Si o no, ma poi forse. L’alternanza di pensieri

Dubbi. A volte ci facciamo prendere da infiniti dubbi. Questi possono essere banali indecisioni come il vestirsi, cosa mangiare cosa acquistare oppure possono essere dubbi più profondi inerenti al modo di relazionarsi con gli altri, a quello che si è fatto, e se quello che si è fatto è giusto o sbagliato.
Lo faccio? O non lo faccio? Lo dico? O non dico?
L’insicurezza in alcuni casi diventa tanto forte da poter influenzare negativamente sia il nostro agire che le nostre percezioni. L’insicurezza può ostacolare la nostra crescita. Può bloccarci in una condizione di “bisogno emotivo”. Tutto viene fermato dalle domande che ci poniamo.
I dubbi su noi stessi minano la nostra autostima e se si insinuano in ogni campo della vita, diventano intollerabili e di conseguenza influenzano in modo negativo la nostra percezione del mondo.
Fanno perdere la fiducia sia in noi che negli altri. La nostra vita ci appare quindi, piena di scelte sbagliate perché, anche se siamo fermi nel dubbio, anche il non scegliere, in realtà è una scelta.
Da queste continue scelte sbagliate sorge la rabbia. Rabbia che aumenta sempre più perché ci sentiamo impotenti. Non riusciamo a realizzare quello che desideriamo. Ci ritiriamo in noi stessi. Ci stacchiamo dal mondo. Abbandoniamo la curiosità e la ricerca del nuovo. Abbandoniamo la voglia di rischiare.
“Tanto, sappiamo, siamo sicuri, non ci riusciremo mai.”
Per gli insicuri, meglio aggrapparsi a quel dispiacere “confortevole” che fa sentire al sicuro, non mette in discussione nulla. Meglio mettere in atto comportamenti difensivi, distruttivi e limitanti per proteggere il proprio egocentrismo. Meglio nascondersi dietro a frasi come “sono un incapace ed è meglio che rimango solo”. Meglio evitare, non fare, per paura di non riuscire. Diventa facile immaginare come reagirà l’altro, incolparlo per come ci si sente o addirittura screditarlo, solo per cercare di sentirsi superiori, per valorizzarsi almeno po’. In amore, l’insicuro è seduttore. Seduce per sentirsi apprezzato ed amato ma è perennemente alla ricerca di prove d’amore e non perdona. Non perdona nessun tipo di discussione. Nessuna difficoltà. La vive come un attacco personale perché è solo sentendosi vittima che crede avrà le attenzioni di cui necessita.
Una persona che è convinta di non valere nulla, crea una maschera diversa da sé stessa. Fa di tutto per controllare e manipolare le persone. È tanto concentrata su di sé che manca di empatia e sensibilità verso il prossimo. Ha bisogno di adulazione di riconoscimenti. Ha bisogno di stare al centro dei pensieri degli altri.
E se tutto questo viene a mancare?
Spesso sprofonda in depressione.
Può capitare che l’insicuro si leghi in maniera morbosa a chi gli sta vicino per ricercare consigli e rassicurazione. Per delegare le responsabilità. Poi, spunta l’ansia. L’ansia di essere abbandonato.
Tormentati, come in un mare in tempesta, dove l’energia è dispersa in continui movimenti che portano ad allontanarsi da sé stesso.
L’insicuro si osserva con uno sguardo giudicante. Si sente misero, si vergogna e si sente insicuro.
Ma che si può fare contro l’insicurezza?
Per combattere l’insicurezza bisogna immergersi nell’insicurezza stessa.
È opportuno ritrovarsi e riscoprirsi. È necessario differenziarsi. Non paragonarsi agli altri e iniziare a vivere nel qui ed ora. Tutto questo solo per poi iniziare a lavorare per la costruzione di una sana autostima.

Consigli per gli acquisti:
Se non sai, chiedi.
Se sbagli, riprova.
Se non vuoi fare qualcosa, non farla.
Se gli altri ti giudicano, trasforma i giudizi in opinioni.
Non cercare sicurezze.
Accetta le tue imperfezioni.
Assumiti le tue responsabilità.
Non perdere tempo a giudicare o criticare gli altri.
Più di ogni altra cosa, vivi!

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Biografia Stefania Pelosi

Stefania Pelosi
Psicologa ad indirizzo sistemico relazionale

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