SPALLETTI BUONA LA PRIMA, INSIGNE BUONO IL… SECONDO

Inizia con una vittoria l’avventura sulla panchina del Napoli di Luciano Spalletti, ma gli azzurri hanno faticato ben più del previsto contro il neopromosso Venezia.

A complicare la partita con i lagunari è stata l’espulsione di Osimhen, che ha costretto i partenopei a giocare per più di un’ora in inferiorità numerica.

La novità più attesa e gradita di questo inizio campionato era il ritorno del pubblico allo stadio: dopo quasi un anno e mezzo il “Maradona” veniva finalmente riaperto, almeno in parte, ai tifosi, ma molto meno graditi ed attesi erano i disagi legati agli ingressi.

Pochi steward reclutati, pochi tornelli aperti e conseguenti lunghe code con relativi assembramenti: passi la difficoltà nello spendere milioni per il calciomercato, ma lucrare su poche migliaia di euro causando gravi difficoltà ai propri supporters è intollerabile per una società del livello del Napoli.

Mentre il pubblico esasperato ancora raggiungeva le gradinate, il match si apriva con il prevedibile copione: il Napoli schierato con il 4-3-3 (con Fabian preferito ad Elmas) a controllare palla e partita, il Venezia rintanato nella propria metà campo ed attento soprattutto ad intasare gli spazi in mediana.

Gli azzurri, però, muovevano il pallone a ritmi troppo blandi, ed il primo vero pericolo per la porta dei veneti arrivava solo al 22′, con Maenpaa bravo a ribattere in angolo il tiro di Politano, ben innescato da Insigne.

Sul conseguente corner arrivava la prima inattesa svolta dell’incontro: Osimhen rifilava una manata sul volto a un avversario nella consueta mischia antecedente la battuta, e l’arbitro Aureliano gli sventolava sotto il naso il cartellino rosso.

La sanzione potrà anche essere stata eccessiva, ma l’incapacità di Osimhen (che fu espulso anche l’anno scorso con la Real Sociedad in Europa League) di controllare i propri nervi di fronte alle provocazioni è un difetto gravissimo, su cui il centravanti nigeriano dovrà lavorare molto.

Il Napoli ovviamente accusava il colpo, e dopo qualche minuto perdeva anche Zielinski, colpito duro ad una coscia, ma il Venezia non cambiava atteggiamento, restando a protezione del pareggio anche in superiorità numerica: il primo tempo non poteva che chiudersi dunque a reti inviolate.

L’intervallo serviva più agli azzurri che si lagunari: Spalletti ridisegnava il Napoli con un 4-3-2, con Politano ed Insigne più vicini ed i difensori chiamati a smistare il gioco sulle fasce per allargare le maglie del fitto centrocampo ospite.

Proprio da un cross di Mario Rui, toccato col braccio da Caldara, arrivava al 56′ il rigore che poteva sbloccare il match: Insigne però, visibilmente teso, spediva il pallone in curva, dando l’impressione anche al più ottimista dei tifosi di assistere alla classica partita stregata.

Quando poi, cinque minuti dopo, per un’azione simile (stavolta il cross arrivava da destra con Di Lorenzo) arrivava un altro fallo di mano ed un altro rigore, vedendo nuovamente Insigne sul dischetto, chi conosce l’esilarante monologo di Paolo Rossi su Beccalossi non ha potuto non pensarvi con un misto di divertimento e paura.

Lorenzo però mostrava il coraggio del leader, segnando il gol del vantaggio e scacciando via i pensieri sul putiferio di critiche ed insinuazioni che si sarebbe sollevato in caso di doppio errore.

La reazione del Venezia si infrangeva sul palo esterno colpito da Forte, dal vertice sinistro dell’area piccola, con Meret che sembrava comunque sulla traiettoria.

Sbloccato l’incontro e superato lo spavento, il Napoli giocava sul velluto: Lozano sostituiva Politano e proprio da una combinazione tra il messicano ed Insigne scaturiva l’azione del raddoppio di Elmas, che al 72′ batteva Maenpaa con un destro secco sul primo palo dall’interno dell’area.

Gli ultimi cambi non regalavano altre emozioni: il Napoli incamera i tre punti, accresce la consapevolezza di poter vincere partite difficili con la calma e la qualità dei forti, ma Spalletti ed i suoi sanno bene che la strada è ancora lunga.

Con Osimhen appiedato dal giudice sportivo (per lui è a rischio anche il match con la Juve), Demme ancora ai box e le condizioni di Zielinski tutte da valutare, la trasferta di domenica prossima a Genova con i rossoblù si annuncia già piuttosto complicata.

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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