giovedì , 22 Agosto 2019

TROPPO BARCELLONA PER IL NAPOLI, DUE K.O. PER GLI AZZURRI NEGLI USA

Due sconfitte contro il Barcellona ed indicazioni contrastanti per il Napoli al termine del doppio confronto con i catalani in territorio statunitense, con il quale si è concluso il precampionato degli azzurri.

Non sono infatti previste altre amichevoli prima dell’esordio in campionato al Franchi di Firenze, sabato 24 agosto alle 20:45.

Indicazioni contrastanti, dicevamo, perchè le due partite, pur essendosi entrambe concluse con l’affermazione del Barça, hanno avuto andamenti diametralmente opposti.

Nella notte tra mercoledi e giovedì (era l’1:30 in Italia) le due squadre si sono affrontate all’Hard Rock Stadium di Miami, ed il Napoli in quella occasione ha tenuto il campo con grande autorevolezza, facendosi preferire ai blaugrana per trame di gioco a centrocampo, ed andando ripetutamente alla conclusione in modo molto pericoloso.

Ancelotti proponeva ancora il 4-2-3-1 inserendo però Fabiàn Ruiz nel trio di mezzepunte, dietro Mertens, ed affidandosi alla coppia mediana Zielinski-Elmas (altra grande prova per il giovane macedone).

Dopo due clamorose palle-gol divorate da Insigne (splendido l’uno-due con Fabiàn) e Mertens (imbeccato da Callejon con un cross basso dalla destra), il Barcellona quasi a sorpresa, andava in vantaggio con un tiro da fuori di Busquets che sorprendeva Meret.

Il Napoli reagiva immediatamente e pareggiava con la “solita” splendida giocata Insigne-Callejon: sul tiro-cross dello spagnolo Umtiti nel tentativo di liberare provocava il più classico degli autogol, infilando la propria porta con un goffo intervento in scivolata.


Nella ripresa il Napoli continuava a macinare gioco e il neo entrato Milik, pur destreggiandosi ottimamente, falliva un’altra clamorosa occasione, quando, indisturbato a centro area, colpiva di petto anzichè di testa il pallone fornitogli da Ghoulam con uno splendido cross dalla sinistra, spedendo incredibilmente alto.

La più classica legge del calcio, “gol mancato gol subito”, non tardava a punire gli azzurri, ed il Barça siglava il gol partita pochi minuti dopo, a 5′ dalla fine, con Rakitic che spediva di destro nell’angolino basso alla destra di Meret un pallone vagante al limite dell’area azzurra.

2-1 dunque, ma una prestazione assolutamente incoraggiante, che i tifosi partenopei speravano di rivedere nel “retour-match” (era in palio la “La Liga-Serie A cup”) giocato ieri sera (23 ora italiana) alla “Big House” di Ann Harbour, stadio della squadra di football americano dell’Università del Michigan, il secondo stadio più capiente al mondo con i suoi quasi 110.000 posti a sedere.

Gli oltre 60.000 presenti assistevano invece ad un monologo dei blaugrana, che riuscivano ad attuare un pressing costante e feroce sugli azzurri, i quali faticavano stavolta ad imporre il proprio gioco ed erano costretti spesso sulla difensiva.

Ancelotti, costretto a rinunciare a Milik fermatosi nel riscaldamento per un affaticamento muscolare, cambiava relativamente poco rispetto a due giorni prima, inserendo Allan (rientrato dalle vacanze dopo la Coppa America conquistata col Brasile) in mediana, Verdi per Insigne, Chiriches per Maksimovic e Hysaj per Di Lorenzo.

Forse anche i pochi cambi con un match giocato pochi giorni prima hanno influenzato la prestazione del Napoli, che ad ogni modo teneva botta nel primo tempo, e dopo un gol fallito da Griezmann ed una bella parata di Meret su Suarez, in pieno recupero sprecava addirittura l’occasione del vantaggio, con Fabiàn che spediva fuori l’ennesimo cross invitante di Callejon.

Nella ripresa il Barcellona passava subito con Suarez, che ribadiva in rete la respinta miracolosa di Meret sul tiro al volo a colpo sicuro di Griezmann: va però detto che il francese al momento della conclusione era in nettissimo fuorigioco, chiesto vanamente dai difensori azzurri.

Così come in offside era Jordi Alba, pochi minuti dopo, quando crossava dalla sinistra per Griezmann che depositava in rete, ma nemmeno questa volta il guardalinee alzava la bandierina.

Il Napoli, tramortito da questo uno-due, ed innervosito per le segnalazioni mancate, si riversava in avanti senza costrutto esponendosi al micidiale contropiede dei catalani, che in pochi minuti segnavano il terzo (splendida conclusione da fuori di destro di Suarez) ed il quarto gol (preciso diagonale di destro di Dembele su azione scaturita da un erroraccio in impostazione di Manolas).

Finiva dunque 4-0, e gli azzurri avranno di che riflettere sul lungo volo che li riporterà dal Michigan a Napoli.
Anche la società avrà il suo da fare, visto che nella prossima settimana sono attese le conclusioni di alcuni affari di mercato che appaiono necessarie per completare quella che, al netto di questa inattesa ultima debàcle, appare una squadra già fortissima ma realmente in grado di competere per il titolo solo con un paio di innesti di qualità in avanti.

Si parla con insistenza di Lozano, esterno offensivo messicano del PSV, di Icardi, centravanti in rottura prolungata con l’Inter, di Llorente, svincolato di lusso che potrebbe alternarsi con Milik come prima punta, e manco a dirlo, di quello che da sogno sta diventando ossessione, ovvero James Rodriguez.

C’è tempo fino al 2 settembre per concludere le trattative, come De Laurentiis ha ripetuto spesso quest’estate…chi vivrà vedrà.

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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