UN URLO AL 95’,TONELLI REGALA TRE PUNTI AD UNO STANCO NAPOLI

Torna finalmente il campionato dopo la solita, lunga, sosta per le feste natalizie e il Napoli ospita al San Paolo la Sampdoria in una serata gelida e difficile. Emergenza in difesa per gli azzurri che tuttavia recuperano Chiriches e Hisay, Strinic sostituisce Ghoulam impegnato in Coppa d’Africa e l’esordiente Tonelli gioca al posto di Koulibaly per lo stesso motivo. In mezzo al campo con il capitano giocano Jorginho e Allan, in attacco tridente superleggero, con Gabbiadini in panchina con il neoacquisto Pavoletti.

Appare appesantito il Napoli, i carichi di lavoro si fanno sentire e manca la solita fluidità: appaiono molto imprecisi gli azzurri, gli errori di misura nei passaggi si sprecano anche da parte di chi non te l‘aspetti (leggasi Hamsik e Insigne)   e anche le condizioni del terreno, reso durissimo dal gelo, non aiutano. Accade poco nel primo tempo, la Samp attacca alto i difensori azzurri e costringe all’errore quasi sistematico i vari Jorginho e Allan, il tridente è poco sollecitato e i doriani a poco a poco prendono coraggio e guadagnano campo fino alla mezz’ora,minuto in cui Hysaj devia nella propria porta un traversone dalla destra di Shick. Accusano il colpo i padroni di casa, manca la reazione ma la Samp non ne approfitta. Protestano gli azzurri per due episodi: un rigore richiesto da Callejon che sembra esserci e un intervento della difesa ospite su Mertens lanciato verso la porta che solleva qualche dubbio.

Nella ripresa la manovra azzurra migliora e i genovesi sono spinti all’indietro dalla pressione degli uomini di Sarri che peccano però di precisione sotto porta in particolar modo con Mertens che sbaglia due gol facili davanti a Puggioni. Intorno al quarto d’ora l’episodio che porta l’inerzia della partita verso i partenopei: l’ingenuo Silvestre, già ammonito, infastidisce Reina a momento di un rinvio, non si capisce se lo tocca ma le scarse proteste del difensore argentino lasciano pensare che il modesto arbitro Di Bello abbia deciso bene.  A questo punto Sarri rompe gli indugi e lancia Gabbiadini con Zielinski per Jorginho e Allan. La pressione azzurra cresce e la Samp, a parte un paio di contropiede ben gestiti dall’imprendibile Muriel subentrato all’ex mai rimpianto Quagliarella, si difende. Il pareggio alla mezz’ora: cross di Insigne,Callejon rimette in mezzo e Gabbiadini, di nuovo lui, fa uno a uno. La Samp non riesce più a contenere gli azzurri che sfondano a sinistra con Hamsik che finalmente riprende a giocare palloni di qualità, coadiuvato da Insigne e, soprattutto, da uno Strinic che nell’ultimo quarto d’ora finalmente rompe gli argini doriani e accompagna la manovra con qualità. Puggioni si erge a protagonista e salva su Gabbiadini e Hamsik. I cinque minuti di recupero (che diventeranno sette) sono quelli del forcing finale: in una delle tantissime progressioni sulla sinistra il croato mette dietro un pallone lucido e pulito per l’accorrente Tonelli che, lanciatosi in attacco,  si erge a beniamino del San Paolo battendo Puggioni per l’insperata vittoria azzurra. Finisce due a uno una partita emozionante in cui non sono mancati errori da una parte e dell’altra e dalle tante polemiche, specie da parte blucerchiata. Va detto che l’arbitro Di Bello ha arbitrato davvero male riuscendo a scontentare tutti con decisioni spesso sballate.

In conclusione una vittoria sporca, quella che in tanti hanno richiesto al Napoli, spesso troppo bello da specchiarsi nel suo narcisismo che qualche punto ha tolto ai partenopei nel recente passato.  Ora altre due gare in casa, Martedi sera in Coppa Italia contro lo Spezia e poi con fanalino di coda Pescara per la prima giornata di ritorno:un’occasione da non perdere.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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