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Al riparo dal virus ma con il nemico in casa: la violenza domestica ai tempi del COVID-19

Violenza domestica: un problema globale

©triestecafè

Per violenza domestica si intende una violenza perpetrata da un membro della famiglia nei confronti di un altro membro del nucleo familiare e che comprende atti di violenza che vanno dalla violenza fisica alle molestie, alle intimidazioni e allo stalking. La violenza può essere fisica, sessuale, psicologica o abusi economici che portano alla perdita di indipendenza.

Già l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) afferma che la violenza contro le donne rappresenta uno dei maggiori problemi di salute pubblica globale e che ha la tendenza ad aumentare durante ogni tipo di emergenza, come ad esempio nel caso della pandemia legata al COVID-19. Circa 1 donna su 3 ha sperimentato almeno una volta nella vita violenza fisica e/o sessuale da parte del proprio partner. E si tratta dei casi denunciati, senza considerare tutte le donne che non hanno il coraggio di ammettere di aver subito una violenza fisica e/o sessuale, sia per negazione del problema che per paura delle conseguenze.

 

Pare che L’OMS riporta gli ultimi dati pubblicati da Axios che indicano come la prevalenza della violenza sulle donne sia triplicata durante l’emergenza del COVID-19 rispetto all’anno scorso.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo le statistiche del Telefono Rosa, le chiamate sembrano essere diminuite del 55,1% con un cambiamento di rotta durante la seconda metà marzo. Questo potrebbe essere legato a vari fattori come ad esempio la mancanza di privacy nella denuncia della violenza oppure l’impossibilità di uscire dalla propria causa.

In caso di violenza domestica, cosa fare?

  • Contattare il numero gratuito 1522, attivo 24h su 24h. E’ un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Vista la difficoltà soprattutto durante il lockdown di non avere la possibilità di denunciare la situazione visto la presenza perenne del partner, c’è stato inizialmente un calo sospetto delle segnalazioni. Infatti sono state riportate telefonate fatte da donne in doccia o in auto, fatte sottovoce per la paura di essere sentite. In virtù di questo, attualmente c’è anche la possibilità di contattarli via chat.
    ©Messina medica 2.0
  • Per un supporto legale si possono contattare i centri antiviolenza della rete Di.Re e di Differenza Donna.
  • Si può utilizzare l’app della Polizia di Stato YouPol, sviluppata inizialmente per segnalare episodi di spaccio e bullismo, e successivamente estesa anche ai reati di violenza domestica. L’app dà la possibilità di inviare messaggi e immagini in tempo reale alla polizia. Inoltre per chi assiste a un’ingiustizia può anche fare una segnalazione anonima senza essere coinvolto in prima persona.
    ©Polizia
  • L’iniziativa mascherina 1522: una frase che le donne in difficoltà, per problemi di violenza domestica, possono utilizzare nelle farmacie per ricevere informazioni o attivare una forma di aiuto. Basterà andare in farmacia chiedendo, appunto, una mascherina 1522. L’iniziativa è nata grazie ad un accordo tra i centri antiviolenza e la Federazione dei Farmacisti.
    ©Radio 105

Non è facile uscire da situazioni di violenza domestica, dove spesso ci si sente senza via di fuga, a volte ci si colpevolizza per le violenze subite, altre volte si negano, altre volte ancora si crede che l’altra persona cambi e che la violenza sia solo momentanea, magari legata proprio a situazioni atipiche ed estreme come una pandemia globale. Purtroppo non è così.

Quello che è fondamentale ricordare è che se ne può uscire, e fortunatamente le iniziative ci sono e sono concrete nell’aiutare il delicato processo di una nuova rinascita.

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Biografia Vittoria Cusitore

Vittoria Cusitore
Vittoria Cusitore 27 anni e sono una Psicologa. Da sempre appassionata di cinema, serie tv, arte, letteratura e ovviamente di psicologia. Amante del buon cibo, dei viaggi e della natura!

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