Comicon 2017, tutto perfetto? Non esattamente!

Sebbene per molti questa sia stata una bellissima edizione del Comicon, non sono state poche le critiche all’ultima edizione della manifestazione napoletana. A farsi portavoce delle persone che pensano che questa edizione del Comicon è stata tutto fuorchè perfetta, Senzalinea ha deciso di intervistare due famosissimi cosplayer napoletani : Nobodyys Phantoom ed Esther Heyes.

Ph. Luca Aimone

Su Facebook ho letto delle vostre lamentele riguardo a questa edizione del Comicon,  spiegatemi meglio:

Nobodyys Phantoom: Questo Comicon dal punto di vista di controlli e sicurezza è stato molto lacunoso. Controlli inutili ed eccessivi o addirittura inesistenti, scarsa tutela dei cosplayer, abusi e violenze. Queste cose ormai accadono soltanto al Comicon, per un motivo o per l’altro.

Esther Heyes: Le mie lamentele nei riguardi di questa edizione del Napoli Comicon sono dovute al fatto che l’organizzazione non ha saputo gestire bene le cose, ad iniziare dal coinvolgimento di chi si è dovuto occupare della sicurezza. Sarò sentimentale, ma anno dopo anno mi sembra sempre meno di partecipare al Comicon. In primis, la metà dei visitatori NON sono appassionati del settore. Di questa metá, una piccola cerchia di persone è composta da curiosi o novellini, famiglie e bambini, il che è giusto così. Ma la restante parte è formata dalle peggiori categorie di napoletani, incivili, molestatori, gente la cui presenza non è assolutamente richiesta in una fiera del fumetto. La voce si sparge tra di loro ovviamente, ed edizione dopo edizione il loro numero aumenta a dismisura. Siamo arrivati al punto che molti cosplayer si sono lamentati perchè non si sentivano al sicuro a causa di determinati visitatori, ma di questo ne parleró dopo. Inoltre i prezzi dei gadget agli stand aumentano di anno in anno. Trovi oggetti di 50 o 60 euro che altrove puoi acquistare anche a 30. Mi sa molto di presa in giro verso tutti i visitatori! Mi sento però di spezzare una lancia a favore della stessa organizzazione perché c’è anche da tener conto che gestire ed organizzare una fiera del genere , enorme e caotica, non deve essere facile. Ok per gli ospiti, organizzazione degli spazi ecc…  Ma dovrebbero fare di meglio per le altre cose.

Ancora problemi per quel che riguarda le “armi” dei cosplayer, cosa ne pensate?

Nobodyys Phantoom: Il problema armi è sempre stato una spina nel fianco, ma mai quanto questa edizione. I controlli all’entrata erano assurdi, così come il check-in armi. I controlli all’entrata erano o troppo aggressivi oppure assenti. Da un lato sono arrivati a sequestrare oggetti come lattine, bottiglie, borracce e deodoranti. Per non parlare della scena che ho vissuto da spettatore dove un membro della sicurezza voleva sequestrare una tagliata di frutta, chiedendo addirittura consiglio ad un suo collega. Se molti oggetti innocui sono stati bloccati, altri pericolosi sono riusciti a passare come se nulla fosse. Questo è stato il caso di alcuni ragazzi, i quali hanno fatto passare una mazza da baseball (chiaramente vietata quest’anno al Comicon come si può leggere sul regolamento) nascondendola semplicemente sotto una felpa. Questo è sinonimo di una completa assenza di attenzione da parte degli addetti ai controlli delle entrate. Sono sequestrate invece cose come bacchette di Harry Potter o coltelli di plastica morbida dei cinesi, che obbiettivamente non avrebbero potuto fare male a nessuno. Per non parlare delle numerose armi che si potevano acquistare all’interno della fiera, come katane, pugnali, spade varie e coltelli di varie grandezze, le quali poi venivano sfoderate ed usate all’interno della fiera, senza che nessuno dicesse niente.

Riguardo esperienze personali, quest’anno al Comicon ho partecipato con indosso un’armatura autoprodotta, dove esempio sui lati erano presenti piccoli spuntoni che sarebbero potuti essere potenzialmente pericolosi. Però, in quanto ho dimestichezza con essa, so gestirla e muoverla senza far male nessuno. Così come quando si utilizza un coltello, se usato male può ferire qualcuno. Oltre all’armatura ho creato, in occasione della fiera, un “cannone” con un corpo in alluminio, la quale funzione era quella di sparare fumo non tossico grazie ad una macchina del fumo al suo interno, quindi perfettamente innocuo. Sono entrato da via Terracina e lì sono stato fermato, non a causa dell’armatura, ma a causa del cannone, in quanto era di metallo. Mi è stato detto di andare al check-in armi dall’esterno della fiera per farlo controllare, il che significava dover fare a piedi un pezzo di strada immenso con un peso addosso di 20 kg (armatura, cannone ed accessori vari). Dopo essermi arrabbiato, ho proposto di farmi scortare all’interno della fiera fino al check-in, e dopo svariati tentativi ed insistenze ho raggiunto il mio intento. Arrivato al check-in ho dato i miei documenti, e se ci fossero stati danni da me causati per il cannone avrei avuto conseguenze penali (giustamente). In sintesi, sono stato inizialmente bloccato per i motivi sbagliati.

Esther Heyes: Come ha detto Phantoom, il problema del controllo sulle armi c’è sempre stato (soprattutto da qualche anno). È giusto che oggetti e zaini vengano controllati, ma o lo si fa per bene o non lo si fa proprio. E mi riferisco al fatto che sono state sequestrate armi del tutto inoffensive, di plastica, gomma,  addirittura cartone e pistolegno. È anche giusto ritirare lacche e deodoranti spray dal momento che potrebbero essere usati come lanciafiamme, ma di sicuro non dai cosplayers.  Inoltre la sicurezza ha provveduto a fare controlli estremi solo sui ragazzi in costume, mentre i visitatori in borghese li hanno fatti passare senza troppi problemi, contenuto degli zaini compreso. Ho visto maneggiare in fiera  -dai cuozzi soprattutto- oggetti affilati e katane, un peso per la palestra, deodoranti, corde abbastanza sottili e rigide e come ciliegina sulla torta, un bel paio di CESOIE.
Mi baso solo su ciò che ho visto, altrimenti la lista aumenterebbe a dismisura. In pratica i controlli o venivano effettuati in maniera troppo aggressiva o non avvenivano affatto.
Ci tengo a segnalare anche l’estrema delicatezza e l’innata competenza di alcuni componenti della sicurezza che non solo hanno rotto molte armi dei cosplayers, ma hanno azzeccato quelle odiose striscette arancioni su qualsiasi oggetto! Ad esempio? Quando ero in cosplay di Wrench (da Watch Dogs 2) una donna della sicurezza ha rotto la mia arma in plastica, tirandola e non contenta mi ha applicato una stricetta arancione sul bracciale borchiato.  Dopo avermi anche palpato spalle e schiena, avrebbe voluto metterla anche sul giubbino (che aveva delle borchie sulle spalle) e non contenta voleva controllare pure la maschera, ma non gliel’ho lasciato fare.
PS. Donna, ti sto ancora cercando perché voglio avere la soddisfazione di farti leggere tutta la shitstorm di commenti che le persone, incazzate, hanno fatto contro di te.

Ph: Duck!Shot

Problema “cuozzi”:

Nobodyys Phantoom: Il problema cuozzi (ovvero i cosiddetti tamarri napoletani) è ormai uno dei più fastidiosi. Sono anni che ormai entrano in fiera con il puro scopo di dare fastidio. Insulti, violenze, danni, abusi, ecco ciò che fanno! In prima persona ho avuto il dispiacere di avere pezzi d’armatura e cannone distrutti durante la fiera a causa della maleducazione di bimbetti di 14 anni: armatura danneggiata e cinghie del cannone distrutte. A causa di ciò sono dovuto stare fermo un bel po’ di tempo, perdendomi eventi della fiera e raduni con altre persone, le quali mi stavano aspettando. E poi ho avuto notizie di ragazzi e ragazze che sono state molestate verbalmente e/o fisicamente, a causa dei loro costumi, dove in alcuni casi erano più scoperti, venendo additati come ritardati, froci, zoccole e simili. Addirittura alcune ragazze sono state “scortate” da amici o parenti per evitare i disturbatori. Non dico che non possano entrare in fiera. In quanto è un evento pubblico esso è aperto a tutti, ma queste situazioni stanno diventando sempre più frequenti e fastidiose.

Ph: Domenico Carpentiere

Esther Heyes: ormai questo non è più da considerarsi un problema, ma un vero e proprio stato d’assedio. Come ho detto prima, anno dopo anno il numero di cuozzi e vrenzole aumenta, la voce si sparge e la loro presenza si estende a macchia d’olio. Per caritá, sono liberissimi di visitare la fiera, a patto però che non infastidiscano. Ho conosciuto delle vrenzole ed anche dei cuozzi che sono stati parecchio gentili ed educati questo devo ammetterlo. Ma ce ne erano altri che avrei preso volentieri a schiaffi: molesti ed offensivi nei confronti dei cosplayer, standisti e  visitatori. Incivili, stupidi, del tutto fuori luogo. Per non parlare delle donne vrenzole, specie le mamme dei bambini, che appena vedono “nu uaglion travestit” che le piace, lo afferrano per un braccio e lo trascinano per fargli fare una foto col figlio (che tra l’altro, non sa neppure di che cosplay si tratti). Infine, i peggiori, sono i cuozzi piccolini, i baby gangsters, quelli dai 7 ai 12 anni che si sentono adulti ed autorizzati a metterti le mani addosso perché, ammettiamolo, non puoi rispondere agli schiaffi e spintoni di un bambino. Il Comicon è diventato luogo di “posteggia”,  “bordello” e degrado a causa di questa gente. Ovviamente non sto dicendo che tutti sono così, perché alla fine su ogni 100 cuozzi, sono solamente una 20ina quelli infami, ma sono abbastanza per causare situazioni di disagio in tutta la fiera.
In questi casi, dov’è la security?

Avete riscontrato anche altri problemi?

Nobodyys Phantoom: riguardo altri problemi, ho notato che alcune persone che si sono alzate senza problemi dalla sedia a rotelle. Per chi non lo sapesse, invalidi e rispettivi accompagnatori entrano gratis, e probabilmente qualcuno è riuscito a passare senza pagare. Sarei stato felice di notificarlo alla sicurezza, se solo l’avessi trovata in quel momento. Quando invece ho trovato delle pattuglie il tizio era scomparso.

Esther Heyes: a grandi linee sono sempre gli stessi: cuozzi, inciviltà, gente che non c’entra niente ad una fiera del fumetto, security, maleducazione, organizzazione pessima… Inutile ripetersi.
Ah. Ho già detto cuozzi? ^__^

Ph: Giovanni Pezzella

Che soluzioni proponete per tutte queste problematiche?

Nobodyys Phantoom:  le soluzioni sono semplici: la sicurezza deve fare bene il suo lavoro e deve essere assunto qualcuno di competente, che magari sappia come muoversi in un ambito come quello del comicon. I controlli ci devono essere, certo, ma fatti bene. Né eccessivi né assenti, ma giusti e moderati. In più, se proprio si vuole evitare il problema “armi pericolose”, katane, mazze, spade e coltelli non dovrebbero essere proprio vendute in fiera, ma so che questo sarà impossibile: spade=persone=vendita=soldi=profitto, quindi non mi stupisco se questo provvedimento verrà escluso. Aumentare il numero delle vedette in giro sarebbe positivo, in quanto il loro intervento attivo eviterebbe il sopravvento dei cuozzi sugli altri.

Esther Heyes: Assumere persone della sicurezza che sappiano fare il proprio lavoro decentemente e che non scambino i cosplayers per tanti membri dell’Isis pronti a far esplodere la fiera.
Riportare il Comicon ad una fiera per appassionati del genere e non per cuozzi che hanno genio di sfottere e posteggiare. Dare la possibilità a chi visita la fiera per la prima volta di avere un’idea chiara sugli eventi in programma e su come funziona il Comicon. Sarebbe davvero bello, soprattutto per scuole e famiglie, organizzare stesso in fiera delle brevi visite guidate in cui un esperto del settore spieghi cosa possono trovare, cosa possono fare e quale sia la funzione dei cosplayer. Ho visto troppe famiglie girare a caso per i giardini della mostra d’oltremare senza sapere cosa fare e dunque annoiarsi. Sarebbe bello che sia bambini che genitori venissero indirizzati in questo mondo, che non vedessero il Comicon solo come una giornata in cui perder tempo. Dovrebbero avere voglia di ritornare anche l’anno successivo! E invece…

Ph: Ernesto Vicinanza

Sta girando la notizia che il Comicon sia a rischio per i prossimi anni, cosa ne pensate?

Nobodyys Phantoom: si è parlato su internet di una possibile chiusura del Comicon l’anno prossimo, oppure di uno spostamento di location” in quanto “l’affitto” da pagare per la mostra d’oltremare è piuttosto alto, ma non succederà mai. I profitti della fiera sono molto elevati (basti pensare al sold-out dei biglietti ogni anno) ed uno spostamento di location porterebbe portare ad un calo dei guadagni. Il Comicon è a rischio per altro, per le situazioni che ogni anno si ripetono e diventano sempre più gravi. Tra sicurezza e cuozzi c’è stato un malcontento generale, il quale porterà solo ad una diminuzione dei partecipanti. O meglio, tutti coloro davvero appassionati di fumetti, di videogiochi, di film, e soprattutto tutti i cosplayer inizieranno a diminuire esponenzialmente a causa della presenza di coloro che gli provocano grandi disagi, i cuozzi, che diventeranno ogni anno sempre più numerosi. Non penso che una fiera del fumetto senza cosplayer sia una fiera del fumetto in tutto e per tutto. Essi rappresentano una delle parti più belle del Comicon, e se anche quella viene a mancare è la fine. I cosplayer dovrebbero essere tutelati, non messi in svantaggio e lasciati a loro stessi. Se il Comicon non cambia, allora saranno i suoi partecipanti a cambiare fiera.

Ph: Marta Stephan De Rosa

Esther Heyes:  Penso che sia una situazione molto triste, specie per chi associa il Comicon ad un evento che porta felicità. Se è a rischio significa che l’organizzazione non ha saputo svolgere bene i suoi doveri, quindi da un lato, è meritato. Questa è solo una delle tante conseguenze a cui sta andando incontro questa fiera. Spero con tutto il cuore che trovino una soluzione…

Ringrazio di cuore Esther e Phantoom che hanno deciso di raccontarci “il lato oscuro” del Comicon, Esther è apparsa varie volte negli articoli di Senzalinea, mentre Phantoom sarà protagonista di un’intervista nelle prossime settimane!

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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