domenica , 29 Marzo 2020

Empoli-Napoli:quinta vittoria in trasferta di fila,ma quanti brividi!!

Rischia seriamente di andare di traverso il pranzo domenicale a tutti i tifosi azzurri dopo quello che si è visto al Castellani nel lunch match della decima di ritorno. Una gara dall’esito scontato, dopo un primo tempo terminato, quasi per inerzia,  sul tre a zero per i partenopei, rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione perduta per gli uomini di Sarri. Eh già perche nel primo tempo la partita non esiste, gli azzurri segnano tre gol senza sudare più di tanto al cospetto di una formazione, quella toscana, che non spiccherebbe nemmeno nella nostra serie cadetta. Riposa Koulibaly, diffidato, e gioca Chiriches, in mezzo Allan con Jorginho e tridente superleggero. Al sesto minuto Mertens fallisce il primo rigore di giornata facendosi respingere il tiro dagli undici metri che lui stesso si era guadagnato. Ma la superiorità degli ospiti è talmente evidente e naturale che arrivano in serie i tre gol. Insigne la sblocca al quarto d’ora colpendo sottomisura dopo un rinvio approssimativo della difesa empolese. Poco dopo Mertens si riscatta e realizza il due a zero con una splendida punizione nel sette dai venticinque metri. Il terzo gol ancora su rigore (netto fallo su Callejon) realizzato da Insigne. I toscani fanno da sparring partner, i napoletani controllano senza alcun problema le rarissime incursioni offensive dell’inesistente attacco dei padroni di casa.

Ma il Napoli, si sa, ha la cattivissima e ripetuta abitudine ad uscire dalle partite prima del dovuto. Era successo anche a Verona recentemente e puntualmente ricapita. Il secondo tempo dei campani è di una bruttezza assoluta, il nulla assoluto in attacco, disordine e distrazioni in serie sia in mezzo al campo che in difesa. L’Empoli si accontenta di non rendere il passivo troppo ampio e riesce, data la assoluta inettitudine dei napoletani, a realizzare il gol dell’1-3 con una punizione dell’ex, mai troppo rimpianto, El Kaddouri. Si vede da lontano che la gara sta per cambiare, errori in campo e in panchina con l’inutile ingresso di uno svagato Diawara per Jorginho che non gradisce molto: il guineano lascia campo libero agli increduli padroni di casa che iniziano a crederci. In una tale situazione di confusione altri due cambi assolutamente inutili: Giaccherini per l‘ottimo Insigne (mah…) e Milik per Mertens, subito dopo il secondo gol degli empolesi di Maccarone su rigore per un fallo di Ghoulam, sempre molto approssimativo in fase difensiva.  Sarri indemoniato e tutti i tifosi partenopei vivono un incubo, ora i padroni di casa ci credono davvero mentre i napoletani non tengono su un pallone che sia uno, e il solo Allan tiene in piedi un reparto sfibrato e in sofferenza. Finisce due a tre soprattutto per demerito dello stitico attacco dei toscani, solo 17 gol realizzati finora.

Insomma un Napoli versione bipolare, il secondo tempo, verosimilmente nato da un calo di attenzione e di intensità, fa infuriare Sarri e anche i tifosi azzurri certificando che il vero passo in più per fare il salto in avanti è proprio questo: non permettere a nessuna squadra, specie a avversari di una pochezza tecnico-tattica imbarazzante, di rientrare in partita quando questa è chiusa già alla fine del primo tempo per risultato e valori in campo.

La sosta servirà a ricaricare le pile dopo un periodo molto dispendioso dal punto di vista fisico e mentale. Al ritorno in campo doppia sfida alla Juve: le due gare del San Paolo saranno il vero crocevia della stagione. Il futuro in campionato e in Coppa Italia verrà scritto, giocoforza, in questo doppio incrocio con la vecchia, odiatissima, Signora.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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