“FRANCO TORO. L’UOMO PIU’ BELLO DEL MONDO” DI DARIO NERON. RECENSIONE ED INTERVISTA

 

Trama: Franco Toro è l’uomo più bello del mondo. Convinto fino in fondo di stare al di sopra della morale, guidato da una frenesia costante legata alla caccia ai soldi facili, vende il suo corpo notte dopo notte a donne e ragazze, devote al divertimento sfrenato, nella metropoli del perdimento. Franco Toro è giovane, è ricco, è intelligente. Ma sulla strada sempre soleggiata del suo successo inarrestabile inizia a calare un’ombra oscura. Quella del suo ego smisurato. E di un passato spaventoso.

Castelvecchi Editore

 

Recensione:   Franco Toro è un prostituto, un escort, uno che vende il suo corpo a caro prezzo, nel senso stretto del termine. Le sue clienti sono donne ricche che possono pagare cifre assurde pur di intrattenersi qualche ora con lui. Franco è un giovane bellissimo, con il fisico atletico, un uomo di gusto, ma dietro questo scudo nasconde qualcosa di oscuro: le sue immaginarie lettere che hanno come mittente una misteriosa Esse, lasciano presagire un passato tormentato.

Un uomo che vive in una città immaginaria, si aggira tra l’alta borghesia, in un mondo marcio e corrotto dove tutto si basa sul tradimento, affari loschi, povertà di contenuti. Una città, che vista come “natura”, si ribellerà a tutto ciò rivoltandosi contro i suoi abitanti. Franco questo lo sa, ma deve pur sopravvivere ed indossa la sua uniforme per mimetizzarsi nel contesto e poi, per venir fuori, per quello che realmente è quando va a trovare sua sorella minore nella clinica psichiatrica in cui è in cura o quando dal nulla spunta fuori il personaggio di Innocenza, in nome omen, che con la sua “normalità”, il suo essere genuino e razionale, gli regala una serata di verità assoluta.

Una storia ed un modo di scrivere che mi ha conquistata dalle prime righe. Un racconto esistenziale, completo che pone il focus su argomentazioni ben strutturate. E’ un’accusa al narcisismo, all’essere materiali, all’egocentrismo. Tutti temi attualissimi ed affrontati con uno stile veloce, diretto, talvolta ironico, asciutto. La bravura di Neron sta nel non cadere mai nel volgare, ma di saper dipingere una società oscena con grande maestria.

DARIO NERON
Nasce a Locarno undici giorni prima della fine del 1987. Esordisce nel 2017 con Doctor Reset.

 

                                                                                  INTERVISTA

Ci racconti di come è nata l’idea di “Franco Toro”.

Nel mio primo romanzo il protagonista era un vecchio alla deriva, un caso sociale fatto e finito. Ho voluto provare a scrivere qualcosa di completamente diverso. Parlare dei giovani usando un giovane e lo sguardo sul mondo attraverso i suoi occhi. Per poter toccare i punti dei quali volevo parlare, avevo però bisogno di un personaggio più spinto e così ho deciso di usare un tema del tutto tabuizzato, quello del gigolò.

 

Franco, un personaggio tutt’altro che semplice. Vuole tratteggiarne la psicologia?

Tutt’altro che semplice davvero. Al primo impatto sembra il classico belloccio arrogante, spavaldo e narcisista. Franco è invece molto più complesso di tutto ciò. È un ragazzo con sensibilità e intelligenza molto acute. È un osservatore con una precisa distinzione tra bene e male. Riconosce il male e il marcio della società che lo circonda, capisce di esserne sia vittima che carnefice ma nonostante riconosca i propri errori e il suo essere sbagliato all’interno di un contesto che addirittura lo danneggia, non ha la voglia – perché la forza l’avrebbe – di reagire o di ribellarsi. È un uomo che ha trovato la propria dimensione e l’ha accettata, il che è un segno di grande maturità. Sono poche le persone che lo circondano in grado di destabilizzarlo al punto da mostrare il suo cuore.

 

Le immaginarie lettere indirizzate ad Esse tirano fuori il vero Toro, giusto?

Il vero Toro o meglio il Toro che fu. Esse appartiene al passato ma è stata lei a forgiare quel ragazzo che incontriamo nel romanzo.

 

Molti i temi trattati nel romanzo: la prostituzione; un’alta borghesia marcia e costruita; una città sostenuta da illusioni… Ce ne parla?

Ho voluto creare questa specie di Babilonia, una città del perdimento strutturata in verità non diversamente dalle nostre metropoli, nelle quali troviamo tutte le classi sociali e qualsiasi distrazione da quell’ universale dolore umano. È il palcoscenico perfetto per Franco Toro e Franco Toro il vettore ideale per trasportare con ritmo incalzante le tematiche del libro. Franco viene da un mondo diverso, viene dalla Riviera; quelle città marittime di cui in Italia ce ne sono a bizzeffe, nelle quali non capita nulla dagli anni ’80. Infinitamente bello e altrettanto perduto, il ragazzo decide di non volersi fare inghiottire dalla metropoli ma di divorarla lui stesso. Franco stesso, per le sue clienti, è un’illusione; c’è un limite ben definito della persona che permette di far vedere.

 

Secondo lei, c’è differenza tra prostituzione maschile e femminile?

Assolutamente. Da entrambe le parti, sia dell’offerente che del consumatore. Se per l’uomo visitare una sexworker è prevalentemente un atto carnale, la donna in un gigolò cerca un accompagnatore. Nell’approccio c’è una netta differenza, credo. Poi sono molti altri gli aspetti che differenziano la prostituzione maschile da quella femminile. Uno su tutti, che va citato, è sicuramente l’accessibilità. Già la prostituzione rimane un tema per molti difficile da trattare se non addirittura un tabù. Il maschio che si prostituisce rimane un’offerta di nicchia, il che aggiunge un’ennesima componente di disparità al discorso sull’uguaglianza tra i sessi. Per la donna è più difficile l’accesso a questo tipo di servizio, mentre per l’uomo risulta se non ovvio almeno facile.

 

Tanti i personaggi vacui e fittizi, ma all’improvviso arriva Innocenza…

Il ruolo di Innocenza segue il suo nome e porterà la torre Franco Toro – che in realtà è più un prodotto che un uomo – a vacillare. Certo, pure lei come le altre clienti di Franco si tradisce per aver ceduto alla vanità o ai piaceri facili, ma rimane integra e non si perde alla decadenza come le abituali donne che frequentano Franco. Vuole delle risposte e sarà il comportamento di Franco a dargliele.

 

Quali sono i progetti futuri?

Attualmente sto lavorando a un road-novel, il romanzo di un viaggio e à coté proseguo con dei racconti brevi.

 

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Biografia Cristiana Abbate

Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.

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