Napoli's Italian coach Gennaro Gattuso hits a ball during Italian Serie A football match Napoli vs Atalanta at the San Paolo stadium in Naples on October 17, 2020 . (Photo by alberto pizzoli / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Gattuso in confusione, Var muto e il Napoli si butta via

L’avevamo scritto pochi giorni fa: agguantata la Champions, adesso era il momento di stringerla forte tra le mani per non lasciarsela sfuggire: con 4 vittorie e un pari, prima di ieri, il Napoli sarebbe stato certo della qualificazione. Ebbene, il bonus pareggio  è stato utilizzato subito, come un insicuro concorrente al famoso Quiz “Chi vuol essere milionario”, buttando via altri due punti nei minuti di recupero, al termine di una finale di gara gestito in modo scellerato dalla squadra, sulle gambe, e dall’allenatore Gattuso, incapace di “annusare” un pericolo che aveva un odore tanto pungente da essere avvertito dai tifosi azzurri di tutto il mondo.

La gara si era messa bene, con il gol del solito Osimhen: una prestazione maiuscola quella del nigeriano, capace di tenere in apprensione tutta la difesa ospite finchè è rimasto in campo. A lui, evidentemente, sono affidate le speranze future del Napoli. A La Spezia, sabato, non c’è alternativa alla vittoria.

Lentamente il Cagliari, squadra in ripresa ma priva dei suoi migliori giocatori (Joao Pedro e Marin), ha preso campo e solo il palo e due interventi di Meret hanno tenuto il Napoli in vantaggio fino alla fine del primo tempo.

Nella ripresa i sardi, coraggiosi e determinati, hanno provato a venire avanti lasciando, però, molti spazi per le offensive azzurre. Ma oggi gli attaccanti di casa, escluso il già citato Osimhen, erano in pessima giornata: lo hanno notato tutti, tranne il solito Gattuso che si limita, si fa per dire, ad urlare come un ossesso da bordocampo.

L’incapacità reiterata di leggere le partite e il trascorrere dei minuti, ha giocato a favore degli isolani.

Detto questo, non si può non ricordare che il Napoli aveva raddoppiato con il solito Osimhen che, lanciato come una locomotiva, aveva ridicolizzato i centrali del Cagliari e battuto Cragno. Ridicolo annullare un gol del genere per un tocco, invisibile, sulla schiena di Godin (un gigante di un metro e 90). Il Var non interviene, ci spiegano, perchè il protocollo non lo prevede. Noi, malpensanti, crediamo che il signor Mazzoleni (alla dodicesima stagionale con il Napoli, dato quanto meno “singolare”) abbia lasciato correre come spesso gli accade…

L’uscita di Osimhen per un colpo alla testa è il colpo di grazia per il Napoli.

I cambi di Gattuso sono sempre gli stessi, che si vinca o che si perda: staffetta Lozano-Politano, idem per  Osimhen-Mertens e Bakayoko ed Elmas messi in campo nel finale. Intanto Insigne, tornato per una domenica inutile ed irritante, boccheggiava, il Cagliari metteva centimetri in area e tenere un pallone in avanti era una chimera, con un Mertens ancora una volta inutile ed irritante. Il belga gioca da fermo e da fermo è letale, ma ieri occorrevano forza e centimetri, caratteristiche che potevano assicurare Petagna in attacco, ma anche Rrahmani indietro.

Sta di fatto che il Cagliari lanci palloni a ripetizione nell’area di rigore azzurra e Meret scaccia i fantasmi una, due, tre volte, fino al colpo di grazia al quarto minuto di recupero: Duncan butta un pallone in area da cinquanta metri, Hysaj si lascia incredibilmente passare Nandez alle spalle per il pari finale.

Torna quinto il Napoli, nulla è perduto ma adesso non ci saranno più bonus da giocare. Lo Spezia è avversario ampiamente alla portata e il calendario non presenta ostacoli insormontabili, specie se la Fiorentina dovesse tirarsi definitivamente fuori dalla zona rossa. Juventus-Milan della prossima settimana dirà molto, ma il destino è ancora nelle nostre mani, quattro vittorie e sarà Champions.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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