Il Napoli vince ancora, ma è sempre caos Asl: Var, ci sei o ci fai?

Ha un suo sinistro discreto fascino questo campionato senza padroni, senza pubblico e con regole ben definite ma mal applicate. E’ decisamente brutto il calcio ai tempi del Covid, ma paradossalmente la pandemia non unisce, anzi.

E’ un tutti contro tutti, allenatori, giornalisti, presidenti, arbitri, giocatori e Asl. Se non fosse tutto una derivazione di un crisi sociale, sanitaria ed economica, ci sarebbe da ridere. Impossibile riassumere tutto in poche righe: sta di fatto che siamo arrivati alla sosta per le nazionali più assurda e inopportuna della storia del calcio e quattro Asl hanno bloccato la partenza dei nazionali…una storia che ci ricorda qualcosa. A proposito di Asl, in settimana ci sarà il secondo grado di giudizio sul caso Juve-Napoli, filtrano indiscrezioni, si parla di una conferma della sconfitta a tavolino per il Napoli, un processo stile Barbara D’Urso con i giornali (ammesso che la Gazzetta lo sia ancora) a parlare di pessimismo in casa Napoli.

Il caos è totale: in questa situazione di confusione i ragazzi di Gattuso vincono ancora, di misura, sul campo del Bologna. Una vittoria meritata al termine di una gara condotta per almeno 80 minuti e non chiusa prima solo per imprecisioni e per le incomprensibili decisioni disciplinari del pessimo arbitro Pasqua che, oltre ad annullare un gol a Kouibaly per un fallo di mano di Osimhen affossato in area (Var come al solito che passa al setaccio quello che vuole), grazia dall’espulsione a più riprese Danilo (che, a parere di chi scrive, meritava il rosso diretto per un intervento criminale su Lozano già nel primo tempo) e Schouten, autentico carpentiere in maglia rossoblu.

A Mihajlovic è piaciuto sia l’arbitraggio che il suo Bologna, contento lui, invocando un pari meritato, pur non avendo superato la metà campo per la maggior parte della contesa.

Protagonisti di giornata sono Osimhen, gol di testa da centravanti vero, Lozano, assist man e spina nel fianco della difesa felsinea e Ospina che dimostra di essere portiere affidabile e attento.

Bune notizie arrivano dalla difesa (solo 4 i gol subiti in campionato, esclusi ovviamente quelli realizzati dal bomber Tavolino): non è ancora una squadra perfetta, ci mancherebbe, ma i presupposti sono buoni. Gattuso si è  scagliato contro chi pretende che la sua squadra debba vincere dominando ogni gara, a giusta ragione guardando le altre big del campionato che stentano in modo evidente. Non le manda a dire il mister calabrese, che si tratti di giornalisti, del Presidente o dei suoi stessi calciatori (è toccato a Mario Rui e Ghoulam finire in tribuna per scarso impegno).

A noi piace esattamente così, un uomo che sta cancellando tanti taboo del mondo calcistico e che, siamo sicuri, darà ancora tantissime soddisfazioni ai supporters partenopei in una stagione piena di incognite.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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