Incontri ravvicinati: al Napoli Film Festival intervista ad Alvaro Vitali

In occasione del Napoli Film Festival, giunto alla ventesima edizione, ho ricevuto la gradita sorpresa di poter intervistare un mito degli anni ’70 e ‘80 del nostro cinema: Alvaro Vitali. Attore istrionico, con tantissimi film all’attivo, di cui quattro con Fellini, ma noto in tutto il mondo come Pierino, scolaro svogliato della borgata romana, protagonista di una serie di film diventati cult assoluti.

Occasione per incontrare l’attore è la presentazione del film del regista Francesco Gagliardi, dal titolo MOVI MENTO, LIRA DI ACHILLE. Finalmente Alvaro Vitali torna a recitare per il cinema insieme ad un ricco parterre di attori tra cui Tony Sperandeo ed Andrea Roncato.

La trama: Elena Guarracino, erede di una multinazionale di profilattici, DOVREBBE sposare Achille Alfresco (in nomen omen!), presidente del neonato “Mò Vi Mento – Lira di Achille”. Il DOVREBBE è maiuscolo perché sono all’ennesimo tentativo, con lei colta da svenimento ogni volta che arriva il testimone dello sposo, cioè il terzo uomo del triangolo, colui che Elena realmente ama: Massimo Della Bozza, altro nome che include un destino, scrittore fallito che non riuscirebbe a farsi pubblicare neanche il proprio necrologio. Mentre l’ingenuo Massimo è intelligente ma non furbo, Achille è doppiamente furbo, infatti, come molti politici, credeva fermamente che la verità della politica fosse la bugia! Ed è per questo che cominciò a mentire a tutti, scrivendolo addirittura nel logo del suo partito: Mò Vi Mento, appunto per la coerenza; Lira di Achille, senza apostrofo, per uscire dall’euro e far tornare la lira in Italia.

UNA COMMEDIA  SULLE VICISSITUDINI E SULLE MISERIE UMANE, UNO SPACCATO TRAGICOMICO DEL NOSTRO PAESE, LA POLITICA INTERNA, IL CLIENTELISMO, LE PREVARICAZIONI SOCIALI E LA CRISI ECONOMICA.

Il film che si presenta oggi parla dell’Italia, della situazione politica, della prevaricazione del più furbo sul più ingenuo, volevo sapere se succede anche nel cinema la stessa cosa.

Sempre è successo nel cinema, però adesso più che cinema è nella televisione che succede questo, ci vai se sei il cugino di… il parente di… allora fai la televisione, sennò puoi stare pure a casa. Prima anche nel cinema, però se sei un attore… giustamente.. funzioni , sei bravo “NA COSA TA FANNO FA’”…. Ma ora la televisione è impregnata di questo e anche se sei bravo non vai avanti.

Hai debuttato con Fellini, com’è stato l’incontro con lui?

Io ero un “pischelletto” della borgata, feci questo provino e lui rimase colpito da me, voleva sfruttare la mia fisicità e mi prese per Satyricon, e da li in altri suoi tre film. Con il Maestro è partito tutto. La cosa che mi colpì è che lui anche in piena estate indossava sempre la sua sciarpa, era il suo tratto distintivo.

Oltre al cappellino blu con il pon pon rosso, c’è un grande attore che si è destreggiato meravigliosamente in ruoli comici e drammatici e che ha tanto da dire (e da dare) al cinema italiano.

APPLAUDITELO

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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