Insigne abbatte la Fiorentina, Ancelotti sorride

Dopo la terrificante pausa per le nazionali, ormai anacronistica e poco interessante, vince la terza partita, su quattro, il Napoli di Ancelotti: basta un gol di Insigne per spegnere le assurde polemiche della sconfitta contro la Samp e per far felici i, pochi, spettatori presenti al San Paolo.

Mentre scriviamo le Tv vomitano fiumi di parole sui due gol, facili facili, di Ronaldo contro il morbido Sassuolo: la sensazione è quella di un monopolio juventino che ci porteremo fino a maggio: le altre sembrano destinate a contendersi le briciole. L’avvio a dir poco stentato di Inter e Roma fa il resto.

Il Napoli, dal canto suo, seppur con un gioco tutto da rivedere, con i suoi problemi e con un calendario iniziale nettamente piu’ difficile rispetto ai propri competitors, prova a tenere il passo. E’ chiaro a tutti che siamo, almeno per il momento, lontani anni luce dalla squadra dominante che aveva fatto innamorare tutti nei passati tre campionati: mister Carletto è ancora alle prese con le prove, cambia spesso e i nuovi acquisti non si sono visti praticamente mai se si escludono i due portieri. Ieri 442 con Insigne a fare da punto di riferimento centrale in attacco, Mertens alla sua sinistra e Callejon a destra. Si rivede Maksimovic che risponde presente con una prestazione attenta e puntuale contro una squadra, la Fiorentina, che si era presentata al San Paolo forte di due successi consecutivi.

La partita è bruttina, specie nel primo tempo: la squadra è lunga e non riesce a dare continuità alla propria azione offensiva. Le occasioni latitano, ci prova soprattutto Insigne, il piu’ ispirato, ma la mira non è delle migliori.

Nella ripresa le cose vanno decisamente meglio soprattutto con l’ingresso in campo di Milik: il polacco riesce a tirare fuori la difesa della viola, che con il passare dei minuti ha iniziato a subire gli attacchi del Napoli fino a capitolare, ad una decina di minuti dalla fine, proprio per mezzo di un gol di Insigne servito da Milik. Dopo la rete liberatoria i padroni di casa sfiorano il raddoppio e portano a casa una meritata vittoria.

Azzurri ora secondi da soli a meno tre dalla Juve ma, onestamente, appare difficile immaginare un campionato equilibrato come quello dello scorso anno e non certo per demeriti del Napoli ma per la superiorità qualitativa e quantitativa della Juve, sempre trattata coi guanti bianchi da giornalisti, addetti ai lavoro e direttori di gara. Roma e Inter sono già lontanissime anche se siamo solo all’inizio. Il rischio di una noiosa passerella bianconera c’è e il buon Carletto è l’unica speranza per un futuro diverso.

Una domanda sta incuriosendo tanto i tifosi di tutta Italia: che fine ha fatto il VAR? Perché ne è stato ridotto in modo tanto clamoroso l’utilizzo?

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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