sabato , 19 Ottobre 2019

Lettera aperta ad Alessandro il “miracolato”

Caro Alessandro,

Domenica 11 novembre 2018 in televisione è andata in onda un’altra pagina triste della storia gay italiana, E TUTTO GRAZIE A TE.

Le Iene poi, trasmissione intelligente e all’avanguardia, e non la D’Urso che spulcia i fenomeni effimeri e acchiappa telespettatori .

Ho 42 anni e frequento l’ambiente gay da 20 anni, ho visto fare tutto e dire di tutto, mi rendo conto che per noi gay è difficile vivere, ho scritto un libro parecchio contestato sul coming out e problemi legati alla propria accettazione, ma non è un trattato medico, è semplicemente la mia esperienza, pare abbia aiutato parecchie persone, a saperlo, visto cosa sei arrivato a dire te ne avrei volentieri regalata una copia.

Un cattolico (gay), lo sono pure io (e le due cose collimano bene, te lo assicuro, basta avere fede .. opss!)  e parlo di spiritualità che è intrinseca in ognuno di noi, la cosiddetta “luce nel buio” a cui ci si riferisce come supporto morale, non chiede una lista di cose come gli ordini al Mc Donald, “fammi diventare questo o quello” strumentalizzando Gesù e la chiesa come hai fatto tu. Avevo sentito parlare di te già tempo fa, un gay che diventa etero grazie alla preghiera ha guarito le ferite dell’anima. Intanto già il termine guarire è sbagliato, l’essere gay è un modo di essere, pulito, normale, non è un male da curare come lo fate apparire tu ed i tuoi seguaci, il male possono essere le persone ma indipendente da chi o cosa siano, l’abito non fa il monaco.

E tu di persone cattive ne devi aver conosciute parecchio nella tua giovane vita e credo frutto sempre di una fede presa dal lato sbagliato.

Tua madre disperata perché ha un figlio gay ed il pastore della chiesa/setta che ti apre uno spiraglio per guarire da questo brutto male, il complesso di Edipo che ti esplode in faccia e la paura di essere te stesso hanno fatto il resto. Guarito! Con le preghiere, immagino l’orgoglio della tua famiglia che CREDE di essersi liberata di una vergogna tanto grave, ed è stata la chiesa, se lo dice la chiesa è vero! Gridiamo al miracolo. Perché non hai consultato un medico/psicologo e non ti sei fatto aiutare per accettare ciò che sei? Senza provare inutilmente ad estirpare una specie di male alla radice coadiuvato dalle cesoie della Cristianità.

I preti, ma non tutti, continuano ad associare l’identità sessuale ed il sesso al peccato, spingendo persone fragili ed insicure come te verso una redenzione, la salvezza, la retta via. La psicologia spicciola che usi ed hanno usato su di te è abominio, il risultato facile, la strada sicura, come Don Abbondio dei Promessi Sposi “la chiesa mi da riparo dal mondo perché sono vigliacco”

Davvero credi di essere diventato etero? Io non ti credo. Ti rendi conto che ci potrebbero essere giovani che con fatica arrivano ad avere il coraggio di vivere alla luce del sole e tu ed il tuo mentore (non parlo dell’Altissimo) stroncate le fragili ed iniziali sicurezze su cui pian piano si fonda un coming out?

E se chi non prega, o pregando anche come dici tu, non torna etero, cosa vuol dire? E’ignorato da Dio? Che non prega con fede? Deve sentirsi anche rifiutato da Dio per colpa tua? Si devono suicidare o deprimere come già spesso accade?

La cosa che mi fa paura è che qualcuno potrebbe crederti, qualche madre come la tua, e spingere qualche povero ragazzino sotto il peso schiacciante del senso di colpa religioso ad intraprendere un cammino di negazione di se stesso.

Voglio sapere, dove vuoi arrivare? Vuoi diventare popolare in un reality o con un libro? Vuoi sposarti e mettere su famiglia ed astenerti dal fare sesso prima del matrimonio? Sai quanti uomini sposati ho incontrato sulle chat nascosti da diciture come: etero curiosi. Vuoi diventare un leader carismatico come ce ne sono a grappoli in America, guaritore che si cala dall’alto come l’angelo della Apocalisse? Orde di sfrante represse che applaudono al tuo biascicare, magari accompagnato dalla musicalità di Povia. Si vede nell’intervista che ti compiaci, pilotato da chi ti ha messo le parole in bocca, l’atteggiamento da divetto ce l’hai già ma la gayezza ti è rimasta attaccata addosso, forse serve qualche rattoppo, così caro mio, non sei credibile per nulla.

E se un etero vuole diventare gay, e fare l’inverso di ciò che hai fatto tu, a chi si deve rivolgere? A Satana?

Lo so che probabilmente questa letterina non la leggerai, e nel caso ti arrivasse diresti che sono una pecorella smarrita, che sono pieno di odio, ma la leggerezza con cui argomenti le stronzate che dici è molto più violenta delle mie parole. E non farmi leggere che tu hai Dio dalla tua parte perché ti assicuro che Dio è anche dalla “mia” e mi ha voluto così, non necessito di sfruttarlo per nascondermi da ciò che fieramente sono. Sei il più grande bestemmiatore che io abbia mai visto. Ed un tantinello egocentrico pensando che Dio e il diavolo stiano solo ad architettare come sedurti.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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