mercoledì , 24 Aprile 2019

Non provare a ”degayzzare” il tuo prossimo, la sconvolgente realtà di BOY ERASED

Alcuni film degli ultimi anni hanno portato alla luce una realtà sconvolgente che rasenta la fantascienza.

Sto parlando di film come: La diseducazione di Cameron Post e del recentissimo Boy Erased.

Film in cui i protagonisti vengono spediti in istituti religiosi di correzione coatta per essere “degayzzati”.

I giovani nel film vengono costretti a sopprimere il loro lato gay. Questo con cure farmacologiche, lavaggi del cervello e con l’acutizzazione del senso di colpa verso se stessi e verso chi li ama.

Se tutto questo appartenesse al genio malato di qualche cineasta potrebbe anche essere apprezzabile, il cinema è (o dovrebbe essere) pura finzione. Prendete il film Hunger Games dove i ragazzini sono costretti ad uccidersi, io l’ho trovato spaventoso, ma finito il film ed accese le luci, tutto finisce.

Ebbene, nel caso di boy erased è tutto vero. Esistono in America degli istituti religiosi (forse peggio dei conventi di clausura) in cui alcuni giovani  sono rinchiusi per iniziare la conversione in etero in nome di Dio.

Garrard Conley è il giovane dell’Arkansas (U.S.A.) a cui si ispira il film. Lo sventurato giovane dopo il coming out in famiglia fu costretto dai genitori a partecipare al programma Love In Action per “eterosessualizzarsi“. Quando l’omosessualità è una colpa da cancellare.

La terapia della fede trasformante mira a reprimere lo stimolo omoerotico.

Il punto di partenza è la religione, se si è gay si è cattivi e si è perso Dio.

Tramite Dio si torna buoni ed etero, i gay sono il male da combattere e la sessualità è un complemento che deve far capo alla religione.

I risultati sono a limite del ridicolo. I giovani escono da questi istituti nel migliore delle ipotesi frustrati, confusi  e soggiogati.

In Italia, a parte le figuracce del giovane siciliano Alessandro, che tempo fa millantava una conversione da gay a etero grazie a Dio e, recentemente il miracolo(!!!) della giornalista ex lesbica Nausicaa della Valle anch’essa salvata da Dio, sta nascendo questo movimento, meglio se leggete qui :

Courage è un progetto patrocinato dalla Chiesa cattolica il cui scopo è, citando il loro sito, quello di “offrire accompagnamento spirituale alle persone con attrazione per lo stesso sesso ed ai loro cari”. Il che tradotto in parole semplici significa sostanzialmente che vengono creati gruppi di ascolto all’interno dei quali viene rappresentata negativamente l’omosessualità sulla base dei testi sacri, e fin qui saremmo ancora nell’alveo della libertà religiosa, ma allo stesso tempo si avviano percorsi di “conversione” utilizzando il metodo dei 12 passi, che come essi stessi ammettono viene normalmente utilizzato per curare forme di dipendenza come quella dall’alcol.( fonte blog uaar.it)

Courage è attiva in 5 diocesi, ma non credo avrà vita lunga. Le sue attività sono già state definite anticostituzionali. La Chiesa deve sottostare alle leggi italiane trovandosi sul suo territorio.

Diffidate da associazioni che definiscono l’ omosessualità una malattia.

Gruppi estremisti cattolici credono di sapere tutto e strumentalizzano la parola di Dio, nominandolo invano e bestemmiando come nemmeno i turchi allo stadio.

Aspetto davvero che un etero diventi gay e ringrazi Dio,

Ma vivi e lascia vivere ed ama il tuo prossimo come te stesso, che fine hanno fatto?

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei due splendidi romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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