Odessa Evoluzione #6 – Il grande Kilgore – Recensione

Una serie a fumetti ambientata in Ucraina come Odessa, pur collocandosi in un inedito filone science-fantasy per temi, ambientazioni e personaggi, aveva prima o poi l’obbligo di confrontarsi con un evento per il quale questa nazione all’epoca inclusa nell’Unione Sovietica è tristemente passata alla storia.
Il disastro nucleare di Černobyl’ fa da sfondo all’albo numero 6 che conclude la terza stagione Odessa – Evoluzione, con il titolo Il Grande Kilgore, per una storia scritta da Stefano Piani, Davide Rigamonti e Adriano Barone, quest’ultimo una new entry tra gli autori della serie, e per i disegni di Michela Da Sacco.

Yakiv e Goraz vengono coinvolti dall’anziano generale Zmychov per indagare sulla scomparsa della sua adorata figlia Innochka, e tutti gli indizi sembrano condurre a un illusionista che si fa chiamare “Il Grande Kilgore” (un probabile omaggio degli autori a un colosso della fantascienza come Kurt Vonnegut), del quale si sono perse le tracce.
Investigare e raccogliere tutti i tasselli necessari a scoprire la verità su dove sia finita Innochka si rivela un compito anche abbastanza semplice per l’intuito di Yakiv, che riesce a ricostruire la vicenda con interrogatori mirati, una buona dose di ricerche in biblioteca e anche con il supporto di Tori; ritroviamo alcuni personaggi già visti nei precedenti albi, ed è consigliatissima per apprezzare maggiormente la continuity interna la rilettura di Odessa – Rivelazioni 5 Il sapore della verità, un albo anch’esso ideato da Stefano Piani. Sono infatti presenti tanti piccoli e mirati richiami che trovano, alla luce degli eventi qui narrati, una maggiore contestualizzazione.

Evitiamo qualsiasi forma di spoiler e preferiamo lasciare che siate voi stessi a scoprire in che modo la vicenda, che si snoda attraverso un canovaccio tradizionale, si incastra con la tragedia di Černobyl’, perché sta in questa connessione il motore di un albo dalle tematiche toccanti, con la ripetuta alternanza tra le fasi dell’indagine e i flashback che ci conducono a quei tragici giorni a cavallo tra aprile e maggio del 1986, quando la popolazione di Prip’jat’ ha scontato sulla sua pelle inefficienza, scarsa tempestività e pessima gestione dell’incidente da parte delle istituzioni e degli stessi vertici militari.
Quei tragici momenti susseguenti allo scoppio e i giorni immediatamente successivi restano una ferita aperta ancor oggi in quell’area, e anche la Nuova Odessa dei fumetti scaturita dalla Fusione deve pagare il suo tributo con un finale commovente.

Le tavole de Il Grande Kilgore sono state realizzate da Michela Da Sacco, già vista all’opera su una storia basata su sentimenti forti come Odessa 6 – Crocevia, ed il suo tratto realistico e nitido si conferma perfetto per un racconto di questo tenore. La voluta alternanza tra il “presente” di Nuova Odessa e il passato del disastro nucleare rende la lettura a tratti incalzante ma comunque molto scorrevole perché alimenta la tensione, mentre i colori di Virginia Chiabotti contribuiscono a sottolineare i due diversi piani temporali; più vividi per gli scenari di Nuova Odessa, virano su toni più cupi del grigio quando raccontano il dramma di quella maledetta esplosione e di chi ne è stato vittima.

Per la sua consueta prova d’autore in copertina, Mariano De Biase stilizza la morte incombente su Černobyl’ raffigurandola con una esplosione cromatica sbalorditiva nei suoi effetti grafici.
Il vero e proprio countdown arriva adesso, perché chiusa la terza stagione, dal mese prossimo scatterà la resa dei conti con gli Ignoti nella stagione conclusiva Odessa – Resistenza.

Uscita: 28/10/2020
Formato: 16×21 cm, colore
Pagine: 96
Soggetto: Davide Rigamonti, Adriano Barone e Stefano Piani
Sceneggiatura: Adriano Barone, Davide Rigamonti, Stefano Piani
Disegni: Michela Da Sacco
Colori: Virginia Chiabotti
Copertina: Mariano De Biase

Please follow and like us:

Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

Check Also

Watch Dogs: Legion [PLAYSTATION 4 – RECENSIONE]

Sarà la volta giusta? Watch Dogs cambia nuovamente: dopo un primo capitolo dalle tinte drammatiche …