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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Giallo Senzalinea

PETER NIRSCH : IL KILLER DIVORATORE DI FETI

Vera Gallinoro
Vera Gallinoro 3 anni fa
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6 Min Lettura
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Quando la magia nera incontra una psiche già malata le conseguenze possono andare oltre il limite concepito dall’essere umano. È la storia di Peter Nirsch, un serial killer tedesco che nel XVI secolo si rese responsabile di centinaia di omicidi. Si tratta molto probabilmente del più prolifico assassino seriale tedesco mai esistito. Tra il 1575 e il 1581 uccise oltre 500 persone, tra le quali numerose donne incinte, le sue vittime preferite.

CHI ERA PETER NIRSCH?

Non si hanno notizie di Nirsch prima del 1580, anno in cui si trasferisce in Franconia e convola a nozze. I primi mesi di matrimonio sembrano procedere bene ma basta poco a sguinzagliare la vera natura di Peter.

La moglie era agli ultimi mesi di gravidanza ed è in questo momento che la furia malata di Peter si scatena: squarcia il corpo della moglie, lo profana e ne rimuove non solo il cuore ma anche il feto, divorandolo.

Fu il primo caso attribuito all’assassino, nonché il primo di antropofagia. Si scoprirà solo in seguito che l’uomo era già stato artefice di molteplici omicidi.

GLI OMICIDI

Sua moglie non era la prima donna incinta che sventrava per portarne alla luce il figlio da dilaniare. Aveva già ucciso parecchio in passato, spostandosi continuamente alla ricerca di nuove vittime:

Nella zona attorno al fiume Reno uccise circa 200 persone, tra cui nove donne incinte.

Nel Würtembergerlande ne uccise 123, poi si spostò nell’Ulm e nell’Augsburg e in seguito continuò a uccidere nell’area del Danubio.

Nel suo viaggio di sangue giunse anche in Austria, dove uccise cinque donne incinte, e attorno alla zona di Praga e nella Boemia, dove uccise 140 persone, tra cui altre otto donne incinte.

Tornò poi in Germania, a Ratisbona, col desiderio di viaggiare fino a Norimberga. Sulla strada si fermò nella piccola cittadina di Neumarkt (a pochi chilometri da Norimberga) per passarvi solo qualche giorno: non poteva sospettare che in quel luogo avrebbe trovato la sua morte.

LA CATTURA

A Neumarkt affittò una stanza e passò due giorni in relax a ricaricarsi per le prossime vittime. Ormai i suoi demoni erano inappagabili, letteralmente chiunque incrociasse il suo cammino rischiava di poter diventare la prossima vittima.

Decise di dedicarsi all’igiene personale e di recarsi ai bagni pubblici per lavarsi, lasciando in custodia al proprietario della taverna tutti i suoi averi, contenuti in una grande sacca.

Ai bagni pubblici la gente non faceva che parlare degli omicidi che stavano sconvolgendo la zona nelle ultime settimane. Nirsch, che si era effettivamente dato molto da fare recentemente, restò impassibile e in silenzio lavandosi in tranquillità.

Ma non passò inosservato. Soprattutto non passarono inosservate le molte cicatrici che aveva sul corpo e le due dita storte e accartocciate di una mano. Uno dei presenti al bagno asserì di conoscere l’aspetto dell’assassino, citando “due dita storte, alcune vecchie cicatrice, una delle quali sulla mascella”.

Peter così usci velocemente dai bagni tornando alla locanda ma due di quegli uomini lo seguirono e a forza si fecero mostrare dal proprietario della locanda il contenuto della sacca: oltre a qualche vestito e oggetto personale trovarono una vasta collezione di cianfrusaglie da rituali di magia.

Della cosa fu avvisato il sovrintendente della città, che fece arrestare Nirsch inviando otto soldati e scortandolo poi alla sua presenza legato ad un carro di letame. Cominciarono subito ad interrogarlo, aggredendolo svariate volte fisicamente per indurlo a confessare.

A partire dal 16 settembre 1581 fu torturato per due giorni: gli vennero incise delle ferite ricoperte poi da olio bollente, il suo corpo fu ustionato in varie parti e gli vennero fratturate le gambe e le braccia.

Nirsch confessò quindi tutti i suoi crimini, cominciando dalle uccisioni commesse a partire da 6 anni prima, venne infine ritenuto colpevole di 520 omicidi e condannato a morte.

Il 18 settembre 1581 il mondo assistette pubblicamente alla morte del più violento assassino che l’umanità abbia mai conosciuto. Peter Nirsch venne ucciso, fatto a pezzi e appeso su dei pali lungo tutta la città.

IL PROFILO

Nirsch, oltre alle “normali” pulsioni malate da serial killer, arrivò a perpetrare tali gesta mosso anche da credenze e convinzioni acquisite da rituali di magia nera praticati ormai da tempo. È probabile credesse che tali rituali, come uccidere una donna incinta e sacrificarne il figlio, lo potessero proteggere e portargli benessere.

È di consuetudine pensare alle donne incinte come ravvivate da una nuova potente energia, nulla era meglio per soddisfare i bisogni macabri di Peter Nirsch.

EREDITÀ

Interessante è notare come le gesta lugubri di questo serial killer, a differenza di quasi tutti gli altri, non abbiano ispirato cinema, letteratura e quant’altro.

È facile pensare che le particolari vittime di questo caso siano state dei deterrenti anche per ispirazioni artistiche.

Eppure, nonostante ciò, i recenti fatti di cronaca purtroppo ci hanno dimostrato che taluni atti, affibbiati comunemente solo a serial killer e realtà immaginativamente lontane, possano nascondersi anche in una sconcertante quotidianità, in una società nella quale il fidarsi è diventato il più grande atto di coraggio possibile.

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Vera Gallinoro Giu 3, 2023
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Pubblicato da Vera Gallinoro
Nata a Napoli il 16 dicembre 1999, sotto il segno del sagittario. Studentessa di Psicologia, attenta ai dettagli taciti. Impegnata nel sociale con attività di volontariato. Appassionata di scrittura dai tempi del giornalino scolastico. Vegetariana, innamorata profondamente di Napoli, dell’ arte e dei miti greci.
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