PIAZZA DEL PLEBISCITO E IL GIOCO FAMOSO DEI DUE CAVALLI

La piazza più grande della città posta nel cuore di Napoli è uno dei simboli della città, posta ai piedi della collina di Pizzofalcone, con un colonnato semicircolare che delimita una metà. Dietro di esso svetta la cupola neoclassica della basilica di San Francesco di Paola, posta specularmente al Palazzo Reale, edificio nella cui facciata sono collocate le otto statue dei Re di Napoli.

Parliamo di Piazza del Plebiscito ( Largo di Palazzo – così veniva definita Piazza del Plebiscito fino al 1817)- , indiscussa opera d’arte, ma anche protagonista della storia delle dinastie che si sono successe nei secoli. Di fronte alla Basilica di San Francesco di Paola si trovano due statue equestri: una raffigura Carlo di Borbone e l’altra Ferdinando I. Furono fatte realizzare da Antonio Canova per festeggiare il ritorno dei reali borbonici dopo la parentesi napoleonica, tra il 1816 e il 1822.

la storia dei due cavalli di bronzo di piazza del Plebiscito inizia nel 1799 quando con il ritorno dei Borbone, il popolo napoletano si divise a metà: chi voleva un governo francese e chi invece auspicava una lunga permanenza dei regnanti. Il 2 dicembre del 1805 Napoleone Bonaparte, con la vittoria di Austerlitz, regolò definitivamente i conti con Napoli: promosse l’occupazione del napoletano e una volta conclusala con successo, dichiarò decaduta la dinastia borbonica, costringendo re Ferdinando con la sua corte a tornare a Palermo, nominando il fratello Giuseppe Bonaparte “Re di Napoli“, che per ringraziarlo e onorarlo volle dedicare a Napoleone la costruzione di una statua a cavallo, che lo raffigurasse decise quindi  di commissionare il singolo cavallo nientemeno che a Antonio Canova.

A causa di varie vicissitudini, Canova ritardo’ di anni l’ultimazione dell’intera statua e Ferdinando IV, diventato nel frattempo Ferdinando I ordinò a Canova di cambiare il soggetto: non si doveva più rappresentare Napoleone, bensì Carlo III, commissionando anche la realizzazione la costruzione di un secondo cavallo, su cui doveva esserci lui stesso, come simbolo della continuazione della dinastia borbonica a Napoli.

Nonostante la grandezza e la bellezza della piazza, ciò che attira di più i turisti è il giochino dei due cavalli.

E’ una vera e propria attrazione per i turisti e per gli stessi napoletani.

Il gioco consiste nell’attraversare la piazza bendati per 170 metri cercando di passare al centro dei due cavalli. Sembra semplice, vero? In realtà è un gioco molto molto difficile .

La leggenda sostiene però che nessuno sia mai riuscito nell’ardua prova a causa di una maledizione della regina Margherita.

Si narra, infatti, che la sovrana era solita concedere una volta al mese la libertà ai suoi prigionieri qualora fossero riusciti nella prova, ma che a causa della maledizione effettivamente la sovrana non abbia mai risparmiato nessuno.

Esiste una spiegazione scientifica per la quale nessuno ci riesce. Prima della costruzione della Basilica la piazza aveva una forma irregolare, e ancora oggi è caratterizzata da una leggera pendenza della superficie che in qualche modo fa virare la persona bendata che puntualmente sbaglia traiettoria. Infatti quando la persona bendata apre gli occhi si stupisce sempre visto che si trova, ogni volta che prova a fare il gioco, in un punto totalmente diverso dalla piazza e lontano dai due cavalli, ancora oggi sembra che quella maledizione sia ancora presente perchè nessuno riesce “nell’impresa“

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Biografia Luciana Pasqualetti

Luciana Pasqualetti
Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

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