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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Riflessioni Senza Linea

Riflessioni sulla notte di Parigi

Enrico Pentonieri
Enrico Pentonieri 10 anni fa
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4 Min Lettura
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Paris

Quelli che vedete sono solo alcuni dei volti e le storie degli attentati del 13 Novembre a Parigi(Fonte La Stampa),persone che non hanno più futuro,nè sogni,nè speranze,Francesi,Messicani,Algerini.In questi giorni si è pregato per la Francia,ci si è indignati,ognuno diceva la sua,dal Politico esaltato,al fruttivendolo,dal giornalista al giornalaio.Tutti con la loro opinione,se chiedi i nomi,anche solo uno,delle vittime rispondono “Non sò era francese”.Poi ci son stati i soliti esaltati,chi vuole chiudere i confini,chi vuole partire per stanare e colpire i “cattivi”,chi deportare tutti i Musulmani,perchè la colpa è di ognuno di loro.Nessuno escluso.Eppure ho sempre pensato,che la guerra è fatta da fanatici,da persone che danno un valore molto basso alla vita propria e altrui,nel nome di qualcosa o qualcuno,la guerra è violenza e la violenza non può mai essere giustificata o incasellata.Se fossimo nati in Iraq o in Iran o in qualsiasi altro paese non Europeo o Americano,la notizia sarebbe diventata secondaria,sicuramente la notizia del giorno,ma niente di più.E quindi i cattivi chi sono?Forse elevandoci in un discorso più ampio,troveremmo la risposta molto più semplice,se mettessimo da una parte la vita umana e dall’altra chi vuole brutalmente cancellarla.Che tu sia italiano,francese,arabo,africano,di qualsiasi religione,fede,credo,colore della pelle o tendenza sessuale,l’unica regola che dovrebbe esistere è il Rispetto.Nessuno ha il diritto di imporre le proprie regole,nessuno ha il diritto di esercitare violenza per sopraffare il prossimo,per il semplice motivo che ogni individuo è un’entità diversa,accomunato ad un altro per svariate ragioni.I morti di Parigi non sono più importanti dei civili che muoioni nei territori Arabi o in Africa o in un qualsiasi parte del mondo dove ci sia una guerra in atto.Perchè è la stessa vita umana che è uguale in ogni parte del mondo.Nel caos creato in questi giorni,i protagonisti negativi sono stati i social,ognuno che sventolava la bandiera francese,dall’Italia all’Australia,tutti sentirsi francesi,come si sono sentiti Charlie come si “sentono” ogni volta che una tragedia viene portata in risalto dai Media.”Non sò erano francesi!”,certo,la morte cancella il tuo nome,in una strage non solo perdi la tua vita ma anche la tua intera storia,la tua identità,diventi un numero,una statistica,la pigrizia mentale di ognuno di noi fà il resto.Leoni da tastiera,comodi e sazi dietro i loro monitor,ruggiscono parole dure,che sono sicuro avessero un kalasnikov puntato addosso,ci sarebbe solo il silenzio.E in questo “bordello globale”,dove ognuno ha voglia di seguire la massa,belando la propria rumorosa indignazione,l’unico rumore che dovrebbe essere accettato è davvero il silenzio.Lo stesso che accompagnerà le vittime di guerra,le loro famiglie e le loro tragedie in ogni parte del globo.Era il 29 Gennaio 1995,era Domenica,su Rai 3 c’era “Quelli del Calcio” condotto da Fabio Fazio.Arrivò la notizia che un tifoso genoano,Vincenzo Spagnolo,durante uno scontro con le tifoserie Milaniste aveva perso la vita.La trasmissione fu interrotta,perchè al conduttore e all’intero staff non sembrò opportuno continuare la puntata,ridendo e scherzando,mentre fuori una vita era stata stroncata.Quando il silenzio fa più rumore…

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