giovedì , 17 Ottobre 2019

Sanremo 2019.Il peggio ed il meglio secondo la Pecora Rosa

Ogni anno tutti aspettiamo la settimana canterina e ci eleggiamo, social network alla mano, come conoscitori della musica, dei look e degli scandali altrui.

Sanremo. Chi lo ama, chi lo odia, ma non importa, l’importante è che ci sia.

Ma Sanremo nel corso degli anni è cambiato, all’inizio il festival era il coronamento di un sogno, in una sola volta trovavi il gotha della musica di allora, Mina e Celentano si contendevano la vittoria. Oggi è l’esatto contrario. Sanremo è un punto di inizio, cantanti pressoché sconosciuti accedono al festival come big e, i veri big della musica lo snobbano o ci vanno solo come superospiti. Trovo orribile invitare Alessandra Amoroso come ospite e far partecipare Patty Pravo in gara. Intendo, Sanremo oggi  va bene solo se serve a lanciare la carriera o a rilanciarla. Questa volta do i voti a tutti i cantanti aggiungendo un mio parere  personale che nasce dal mio candido cuoricino. Non bado a classifiche e vincitori, dirò ciò che penso da semplice spettatore raggomitolato sul divano della sua squallida stanzetta.

Francesco Renga, detto da noi fans della divina di non è la rai “exAmbro”, è sempre uguale a se stesso, e sembra abbia un solo abito in ogni edizione. Nobile la canzone che ricorda la madre scomparsa, vocalmente impeccabile, come sempre. Ridicole le dichiarazioni fatte al dopo festival sul potere poco ammaliante delle corde vocali femminili.

Voto 5

Nino D’angelo e Livio Cori, pare che Livio sia Liberato, il cantante misterioso che non mostra mai il volto. Nino intoccabile a Napoli, ma “senza giacca e cravatta” era migliore, propone un duetto tra maestro ed allievo. Sempre e comunque grande artista ma il duetto è troppo “sceneggiat’ napulian’”, ma non meritavano  di arrivare ultimi.

Voto 6

Nek torna a Sanremo ed ogni volta è una rinascita artistica. La canzone, somiglia un pochino a “L’unica” dei Perturbazione, ma è una mia impressione. Il pezzo sfiora quasi le sonorità da dancefloor, mi sono dovuto alzare dal divano per ballare, ritmata, coinvolgente, non è tipica sanremese ed è un bene. Bello il look ed il taglio di capelli giovanile.

Voto 8

Zen Circus. Spesso indipendente/indie é quasi un sinonimo per dire artisti veri, è questi ragazzi lo sono. Portano la loro arte, se piace bene, altrimenti nulla, si torna a fare ciò che si fa già bene senza svendersi. Canzone manifesto politico. Il frontman sembra LP.

Voto 9

Il Volo. Sono intrappolati nel pop lirico, ed è un limite. Onore ad essere andati in gara e non come ospiti. Simile a “Grande amore” che spopolò e vinse un paio di anni fa, ma è la loro interpretazione impostata da tenori o giù di lì a renderli sempre uguali. Cantano con tecnica non con il cuore.

Voto 5

Loredana Bertè. Una fuoriclasse, look vagamente anni 80 riciclato da un’altra esibizione, capelli blu, gambe perfette, fa quello che vuole e se ne frega ed indossare a Sanremo un vestito già messo è il massimo del rock. Canzone tirata, bellissima, tutti aspettano Lory per osservare il look e farsi graffiare dalla sua voce e lei non delude mai. Il cuore e la sua vita travagliata cantano per lei e lo si sente in ogni ruggito. Un vero artista si comporta come la Bertè, l’arte è estrosità e non ha mezze misure. Meritava il podio.

Voto 10

Daniele Silvestri, look improponibile, sembra un parcheggiatore abusivo, a parte “Salirò” hit davvero geniale il resto dei suoi pezzi, benché acclamati dalla critica grazie agli argomenti impegnati che tratta, sono noiosi, mancano di brio. Voce lasciata a casa. E’un bravo oratore, ma un pessimo cantante.

Voto 3

Federica Carta e Shade, lei deliziosa in tutti i look proposti anche vestita da trolls per la prima serata, lui un clone musicale di altri cloni ed entrambi sono un prodotto commerciale, un duetto creato solo per lanciare o rilanciare carriere già di per sé lente a progredire. Plastica da ascolto, la canzoncina attira teenager è ben confezionata, ma è business non arte. Spopolerà in radio.

Voto 2

Ultimo è uno dei pochi ad avere due dischi in classifica dal Sanremo scorso. E’un paroliere bravo, intenso ed è giovanissimo, farà una bella carriera. Ha spessore nelle interpretazioni. Però di questo genere di musica  ne siamo pieni fino alla noia. Non è innovativo e mi sembra sia, dalle dichiarazioni che fa, un pochino presuntuoso.

Voto 4 ½

Paola Turci da quando è diventata rock chic mi piace di più, dopo la bella hit “fatti bella per te” è tornata con un pezzo con un testo che colpisce al primo ascolto, è una donna forte e personalmente mi intimidisce. Promossa, a parte il tailleur che è lo stesso della scorsa partecipazione.

Voto 7

Motta. Ai più sfuggiva chi fosse, almeno prima di Sanremo, ma credo sia la novità di questo festival. Sembra un cantante glam rock anni 70, capelli scompigliati ed aria strafottente, la canzone “Dov’è l’Italia” meritava di più oltre al premio per il miglior duetto con Nada. Conosciuto dal gossip nostrano da giornaletti in quanto è il fidanzato della bella attrice Carolina Crescentini.

Voto 7

Boomdabash sono un gruppo salentino salito agli onori delle “superhitestive” grazie alla partecipazione della Bertè al loro pezzo “non ti dico no”, boom di vendite e spinti dal successo precedente e vanno tra i big a Sanremo. Il miracolo non succede, senza una diva da supporto o da supporto ad una diva non rendono. Canzone inutile.

Voto 1

Patty Pravo con Briga insieme a Motta sono la novità del festival. Su carta sembravano inavvicinabili, invece il duetto funziona, lei è la diva della canzone, osa nei look, forse troppo, con dreadlocks ed in rosso fuoco la prima sera, ogni Sanremo a cui partecipa attira l’attenzione di stampa e curiosi, negli anni ha perso un pochino di voce, ma è sempre la Patty nazionale, gesti inconfondibili, classe da vendere. Briga passa dal canto dal rap al canto vero e lo fa molto bene. Esplosivi. Un duetto che ha senso, due mondi diversi che si incontrano. Lui si è dimostrato all’altezza, lei è lei.

Voto 9

Simone Cristicchi, sussurra le canzoni con un filo di voce, sono poesie in musica, il testo è il punto forte delle sue creazioni. Non credo che non abbia voce, è il suo stile. Però ogni volta che fa Sanremo mi sembra porti sempre la stessa musica. Se ascoltate i suoi dischi ci sono canzoni leggere e ritmate, non so per quale motivo a Sanremo non si presenta con un pezzo alla “vorrei cantare come Biagio Antonacci”ma si piazza sempre bene. Lo preferisco come scrittore e come attore teatrale. Gli riconosco un grande talento.

Voto 5+

Achille Lauro, non parlo della nave L’Achille Lauro tristemente famosa per essere stata dirottata, ma dell’ennesimo esponente della scena rap, hip hop, pop etc.. Che dire? Non toglie né aggiunge nulla alla pseudo musica che impazza ovunque. La sua canzone incasinata è diversa dalle altre che ascoltiamo ogni giorno? Il testo della canzone è molto lungo, forse è per questo che si è scritto in faccia qualche parola?. Nessuno l’ha “dirottato” fuori dal teatro. Il duetto con Morgan ha oltremodo peggiorato il pezzo.

Voto 1

Anna Tatangelo è una delle poche donne che fa di tutto per sembrare più vecchia, nel look e nelle canzoni. Sembra un Gigi D’Alessio in gonnella (è un caso?) che canta dell’amore alla “mi sbatto il pugno sul petto”, dramma, corna e perdite affettive. E’ una bella ragazza ma va svecchiata, la prima serata indossava un imbuto nero con veletta funebre sulla spalla. La non giovane è una delle poche a non stonare mai.

Voto 4+

Arisa ha una voce cristallina, torna al festival in un look anni 80, lei canta nel testo che “si sente bene”e mi fa piacere per lei, la canzone è un inno allo “sticazzismo” più sfrenato. Un pezzo che suona come una sigla di un Fantastico di tanti anni fa ad un certo punto mi aspettavo uscisse la Parisi e facesse una spaccata addosso a lei, piacerà al pubblico gay. Però osa cambiare look e stile musicale, la considero artista. Nonostante non sia bella ha un suo fascino.

Voto 8

Negrita. Il rock non è il mio genere preferito. I Negrita hanno una carriera on the road enorme ed il loro pezzo è un classico del loro modo di fare musica ma non lo reputo adatto ad un pubblico istituzionale come quello sanremese. Non mi entusiasmano per nulla, sono conosciuti ai più ma non delle vere star.

Voto 2+

Ghemon, non è il samurai di Lupin, ma un cantante rap venato dal soul vecchia scuola. Mischia vari generi che sembrano inaccessibili l’uno all’altro, ma il mix riesce e viene fuori un pop soul struggente, look da prima serata rubato ad un gangster rap americano, nella seconda indossava un cappotto lungo marroncino da esibizionista molesto, nella finale un cappotto catarifrangente da “bucarot”. Accompagnato da esibizioni piene di stonature. Per il resto Ghemon ci piace.

Voto 6-

Einar e Mahmood. Sanremo categoria giovani ora non c’è più quindi i “non big” li hanno buttati nei big. La canzone d Einar è banale, il pezzo di Mahmood ha già più carattere e spessore, ha una timbrica araba molto particolare. Devono fare gavetta, non basta qualche passaggio in tv o un solo disco. Non metto in dubbio che ci sia talento, ma è acerbo ora.

Voto 4 e 7+

Ex-Otago gruppo indipendente, questi hanno una bella gavetta alle spalle, con all’attivo 5 album, sanremo può servire a farsi conoscere dal grande pubblico. Canzone pop simpatica senza pretese. Peccato che come sono apparsi, così spariranno.

Voto 8

Irama, “amico di Maria”, era ovvio riuscisse ad infilarsi a Sanremo, è quasi un moto perpetuo passare da Amici a sanremo. Musica per ragazzine, carino lui, molto, look curato e moderno è il classico prodotto di un talent che spopola in tv, e sui social si gioca la sua relazione con Giulia de lellis. E poi questi ragazzini cantano temi troppo maturi ed impegnati e non hanno, a mio dire, il vissuto adatto per rendersi credibili. Leggerezza.

Voto 3

Enrico Nigiotti, dovrebbe ringraziare Santa Gianna Nannini per il bel duetto di qualche tempo fa. Nigiotti ha pubblicato già 3 album, il primo con l’etichetta Sugar di Caterina Caselli poi partecipa ad amici, poi tenta x factor, concorsi, sanremo giovani, insomma è tenace. Le prova tutte. Complice la già citata Nannini la popolarità vera arriva ed eccolo tra i big. Elegante, capello lungo legato, bel viso, ha uno stile ed una voce riconoscibili, non imita nessuno. Bravo, chi è tenace ottiene risultati.

Voto 8

E Vessicchio dove cazzo stava?

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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