Sanremo e le sue “belle” ospitate.

Ormai manca davvero poco alla 69° edizione del Festival di Sanremo e l’agitazione mista ad emozione tende a crescere sempre di più. Se ne parla, se ne discute e, puntualmente, si finisce sempre per ricordare il divario tra quelli che sono i cantanti in gara e gli ospiti internazionali. Sto discorso, al quanto pessimistico, è quello con sempre maggior consenso in quanto a volte ho constatato che si segue il festival solo per le esibizioni degli ospiti stranieri; come se la musica italiana, la NOSTRA, passasse quasi in secondo piano…come se non fosse all’altezza. Sono andato allora alla ricerca delle più belle o comunque significative esibizioni offerte dal festival e le ho racchiuse in questo articolo: Ecco a voi alcune tra le più belle ospitate al Festival di Sanremo.

  • Queen 1984 – Aprono questo cammino uno tra i gruppi più famosi della storia della musica rock mondiale, i Queen di Freddie Mercury; l’anno era il 1984 e il gruppo decise di presentarsi con il pezzo di “Radio Gaga”. Qualcosa però non andò come previsto; un occhio clinico guardando i musicisti avrebbe capito ma non servi che aspettare pochi altri istanti per vedere il cantante eseguire il brano senza microfono…i Queen erano in Playback. Ora non capisco quali motivazioni possano portare un organizzazione ha prendere questo tipo di decisioni ma mettere i Queen in playback, per me, è da suicidio. A pagarne le spese, metaforicamente, fu un (già leggenda) Pippo Baudo che si vide voltare le spalle dal cantante stesso durante la presentazione della band. Passano gli anni, Freddie, purtroppo, ci lascia ma nel 2012, sotto la conduzione di Gianni Morandi, al Teatro Ariston ritorna Brian May, chitarrista del gruppo. Lasciando perdere il brano e la marchetta allo spettacolo teatrale che si sarebbe tenuto di li a poco il magico momento arrivò quando dalla Red Special di Brian uscirono le prime noto dell’assolo di “We Will Rock You”. Non fa nulla per il passato, non fa nulla se la qualità non è più la stessa l’importante è che ancora una volta il mito dei Queen calcasse un palco italiano.
  • Depeche Mode 1986 – Dave Gahan e soci arrivarono al Teatro Ariston per la presentazione del loro (all’epoca nuovo album) “Black Celebration”. Ne eseguirono un brano quale “Stripped” per incantare il pubblico attraverso quell’atmosfera elettro – malinconica che li ha sempre contraddistinti. Un esibizione sicuramente piacevole anche se non del tutto brillante.
  • Whitney Houston 1987 – Altro nome eccelso della musica mondiale è Whitney Houston. Questa donna detiene un record in merito al Festival; tanto bella fu la sua performance di “All at once” che il pubblico in visibilio iniziò ad urlare la richiesta di un Bis. Pippo Baudo (è sempre presente il mitico Pippo), tra continui lanci di fiori, chiese e la magnifica accettò. A mio avviso uno tra i più grandi momenti di musica che abbiamo mai ospitato nel nostro paese.
  • Grace Jones 1991 – Artista Jamaicana si presentò al Festival per duettare con l’istrionico Renato Zero un brando dal titolo “Still life” (Spalle al muro) . A dire il vero non fu un esibizione chissà quanto clamorosa (ci pensò Rod Steward a rendere il tutto più piccante facendosi cacciare dall’organizazione)nonostante tutto il pubblico italiano ebbe modo di apprezzare una tra le più belle voci in assoluto del panorama musicale mondiale.
  • Eminem 2001 – L’attesa per l’arrivo del rapper di Detroit era tanta in quanto all’epoca il caro Marshall era uno tra gli artisti più controversi del tempo; ogni esibizione era uno spettacolo a se; non era mai preventivabile quello che sarebbe accaduto sul palco. Da premettere che il clima non era dei più sereni in quanto la sera prima, si erano esibiti i Placebo (band di rock alternativo) che a fine esibizione pensarono bene di spaccare tutta la strumentazione sul palco beccandosi una caterva di fischi da parte del pubblico. Come se non bastasse c’era apprensione per la co-conduzione del comico fiorentino Ceccherini (anche lui un soggetto molto particolare)…diciamo che era tutto molto sul filo del rasoio. Per fortuna di molti (compresi noi piccoli fan dell’epoca) alla fine l’esibizione si fece ed Eminem calcò le assi del Teatro Ariston. Un ragazzo pacato e timido, molto introverso capace di dare il massimo solo durante quei tre brani che eseguì come un buon compitino da fare a casa. L’ovazione fu totale e soprattutto la lezione che non volendo dette l’artista alla band della sera prima; cari Placebo spaccare tutto non vi porterà la fama…vi basta avere talento.

Ci sarebbero davvero tantissimi nomi da menzionare ma correremmo il rischio di non finire più. E’ giusto, questo, per capire che la musica non va considerata in termini di paragone…perchè sarebbe impossibile farne. Ma è giusto vedere questi artisti come una nuova possibilità di ascolto e conoscenza per la nostra cultura musicale. Il Festival ci ha offerto sempre tanta buona musica e tante possibilità di scoperta di nuovi artisti e siamo sicuri che anche quest’anno non sarà da meno.

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Biografia Giuseppe Improta

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