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Testa all’Europa, turnover o poco interesse per il campionato?

Una partita brutta, noiosa, giocata a ritmi da calcio amatoriale e con interpreti che forse non hanno ben compreso qual è il proprio ruolo in questa squadra. Sin dall’inizio della stagione Ancelotti ha coinvolto tutti nel progetto Napoli, le risposte iniziali erano state confortanti, quelle giunte da Sassuolo, invece, paiono non esserlo. Con gli alibi non si vince e far passare il concetto della testa rivolta a Salisburgo sarebbe sbagliato o, almeno, non dovrebbe essere così per gente come Verdi, Diawara, Ounas. Troppo scadente il contributo alla causa di tre calciatori dalle indubbie qualità ma che sembrano avere qualche limite: di tipo caratteriale  i primi due, di concezione calcistica il terzo. Eh già perché mentre per l’algerino si intravedono qualità importanti che non riescono ad esplodere del tutto per via del suo egoismo esagerato e talvolta insopportabile, per Verdi e Diawara il discorso sembra diverso. L’attaccante (che, a sua parziale discolpa, da attaccante non gioca) sembra un pesce fuor d’acqua e si deprime all’occasione mancata nella prima frazione; il guineano, dopo un inizio di carriera partenopea molto promettente con Sarri, sembra sempre più involuto, non apportando quasi nulla né alla manovra azzurra né in fase interdittiva.

Mister Ancelotti concede un tempo a testa a Chiriches e Luperto: spetterà a loro dirigere la retroguardia azzurra giovedì in Austria. Discrete le risposte fornite dai due, poco abituati al campo quest’anno per motivi diversi. A Salisburgo ci aspettiamo che i giocatori maggiormente rappresentativi prendano per mano la squadra: e quindi Fabian (che non ha mai deluso quest’anno), Callejon, Milik dovranno segnare la strada in attesa del risveglio di calciatori come Mertens (ectoplasma ieri al Mapei), Insigne (anche lui male, ma almeno in gol) che pure ha lanciato segnali non distensivi. Inutile sottolineare come certe dichiarazioni (che aprono ad un futuro incerto) sono inutili e dannose: un capitano dovrebbe mantenere la barra diritta e sarebbe curioso fare un sondaggio su chi meriterebbe realmente la fascia in questo Napoli e su quale top (?) player sarebbero disposti a cedere i tifosi azzurri per rinforzare la squadra.

A Reggio Emilia, per la cronaca, termina 1-1 con gol di Berardi a inizio ripresa e di Insigne a pochi minuti dal termine. Si è rivisto in campo l’oggetto misterioso Younes, ha giocato novanta minuti Ghoulam (lontano anni luce, non per colpa sua sia chiaro, dal fantastico giocatore arrembante visto fino a quel giorno di novembre), gara intera anche per Malcuit (bene ma non benissimo).

Le squadre alle spalle del Napoli, seppur a fatica, si stanno avvicinando: non crediamo che sia a rischio più di tanto il secondo posto ma ora occorre dare una accelerata anche in campionato vista la frenata degli azzurri nel girone di ritorno. Ora testa ovviamente all’Europa League: c’è una strana aria di preoccupazione nonostante il 3-0 della gara di andata, che il Napoli torni a fare il Napoli e conquisti la qualificazione senza procurare danni alle coronarie dei fedelissimi tifosi partenopei.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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