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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Riflessioni Senza Linea

Approvata la legge contro l’omotransfobia in Regione Campania

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo 6 anni fa
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9 Min Lettura
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La Regione Campania ha approvato il 6 agosto, quasi all’unanimità, con un solo voto contrario, la legge contro l’omotransfobia, seconda regione in Italia dopo l’Emilia Romagna ad aver realizzato tale obiettivo.

“Una giornata storica, una vittoria per tutti e per tutte e per le nostre associazioni“, dichiara soddisfatto il presidente dell’Arcigay di Napoli.

La legge regionale approda alla sua cristallizzazione normativa a seguito di un lungo e contrastato dibattito in seno all’assemblea consiliare che ha visto la presentazione di  una serie infinita di emendamenti al testo originario unificato che metteva insieme violenza contro le donne e violenza omotransfobica.

La decisione finale é stata, dunque, di concentrare l’attenzione esclusivamente sulle forme di odio, violenza e discriminazione  contro l’identità di genere e l’orientamento sessuale, finendo per essere stralciata la parte dedicata alla violenza maschile contro le donne.

La legge nasceva, difatti, a braccio sia con le associazioni in difesa dei diritti delle donne sia con quelle per la libertà di orientamento sessuale; ed é proprio nel corso della sua stesura finale e della sua elaborazione definitiva che è stato di comune accordo deciso di ascoltare, da un lato, l’istanza del movimento femminile che chiedeva una normativa ad hoc per la violenza maschile sulle donne e, d’altro canto,  si  è così realizzato un importante successo per una comunità, quella lgbt, che chiedeva a gran voce di essere rispettata e riconosciuta con una disciplina identitaria e normativa allo stesso tempo.

Di qui, una volta centrato l’obiettivo dei lbgt, la previsione rinviata a prossima legislatura – quale che sarà –  di tenere fede all’altro impegno e a legiferare anche per combattere la violenza degli uomini contro le donne con la necessaria attenzione che merita un argomento altrettanto scottante e complesso in una regione dove queste forme di violenze, abusi, maltrattamenti con il tragico epilogo in femminicidi restano – ahimè!- all’ordine del giorno della cronaca nera.

La nuova legge prevede, peraltro, tra le novità, la costituzione di un “Osservatorio Regionale sulla violenza e le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere” che avrà il compito di monitorare la situazione regionale, intervenire fattivamente per eliminare forme discriminatorie seppure con un fare meramente deterrente ed organizzare eventi e campagne di sensibilizzazione sul tema tanto delicato anche con il coinvolgimento di associazioni e territorio.
E proprio le associazioni LGBT plaudono con entusiasmo a questo traguardo normativo e auspicano rappresenti insieme alla legge emiliana una spinta, uno stimolo opportuno perché il Parlamento nazionale si decida finalmente a legiferare adeguatamente in merito.
A settembre il Parlamento dovrebbe, secondo la programmazione già prevista, tornare a discutere della nuova proposta di Legge contro l’omofobia, la transfobia e la misoginia, con un  appuntamento che da più parti si esorta venga rispettato e, di conseguenza, il percorso legislativo finalmente concluso, seppure i dissensi e i contrasti nelle due Camere sono ancora molto aspri.
Malgrado le continue lotte per l’affermazione di tali diritti, i toni della discussione restano accesi e una parte della politica continua a fare da muro al suo approdo definitivo in gazzetta ufficiale dopo l’auspicabile promulgazione del  Capo dello Stato.
L’Europa con le sue direttive da tempo ha già indirizzato gli Stati membri su questa scia, chiedendo leggi e sanzioni adeguate alle violazioni commesse nei confronti di chi manifesta liberamente la propria identità/diversità sessuale.
Al momento, difatti, l’ Italia rappresenta fanalino di coda europeo, in quanto manca tutt’oggi, purtroppo, una legge quadro nazionale contro i crimini d’odio legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere: assistiamo costantemente ad una bagarre politica improduttiva e senza senso, con polemiche sterili che continuano a generare e fomentare odio e discriminazione e a negare diritti fondamentali per l’espressione del proprio indiscutibile modo di essere.
La proposta Zan che giace da tempo in attesa di divenire legge prevederebbe, tra l’altro, nuove fattispecie di reato contro la persona ponendo l’accento, peraltro,  anche all’istigazione a commettere atti discriminatori fondati su orientamento sessuale e identità di genere, nonché prevedendo una specifica circostanza aggravante per reati con finalità di odio e discriminazione fondati sull’omofobia o transfobia.
I sostenitori di questo nuovo quadro normativo ritengono sia necessario un intervento  incisivo diretto a  caratterizzare e cristallizzare in disposizione di legge le condotte criminose legate alla tipologia di ogni forma di intolleranza, odio, discriminazione e istigazione a commettere manifestazioni di violenza contro la libertà sessuale.
I detrattori, prevalentemente di matrice cattolica, la Cei in primis, contestano, invece, la opportunità di prevedere esplicite declamazioni normative, anche di rilevanza penale, perché le previsioni legislative e codicistiche già esistenti e vigenti sono più che in grado di tutelare i diritti in questione, col rischio di far divenire  reato di opinione semplicemente la manifestazione di un pensiero differente o di dissenso.
Pericolo che il firmatario esclude in radice considerando lo scopo esclusivamente finalizzato a condannare condotte finora sfuggite al criterio dell’antigiuridicita’ e al crisma della colpevolezza (quando ad essere colpite sono le incolpevoli scelte di vita sessuale).
Le uniche due Regioni, che fino ad ora hanno deciso di deliberare in merito,  allora, hanno accolto le istanze delle associazioni e hanno preferito propendere, dunque, con la concretezza del testo approvato, a sigillare una esigenza sentita da troppo tempo, fortemente palpabile dalle insistenti proteste e reclamate richieste di riconoscimento e a dare un segnale chiaro e preciso al legislatore nazionale affinché si sbrighi a colmare un vuoto legislativo inaccettabile che fa dell’Italia uno dei pochi paesi comunitari – peraltro fondatore e promotore degli ideali e della costituzione della Unione/Comunità Europea – a non avere ancora una legge specifica contro tali tipi di crimini d’odio e intolleranza.
I proponenti della legge si dichiarano entusiasti per il traguardo raggiunto perché finalmente in Regione Campania si sono ascoltate le istanze di una parte della popolazione a cui si é dato seguito  con la legge contro la violenza omotrasnfobica che, tra le novità e gli interventi contemplati, stabilisce soluzioni concrete e punti di supporto e sostegno per le persone vittime di violenza con la previsione di rifugi “arcobaleno”, la costituzione di sportelli arcobaleno, e la sugellazione  di principi fondamentali contro tutte le forme di violenza nei riguardi delle persone in virtu’ del loro orientamento sessuale.
È chiaro che in assenza di una legge nazionale che  disciplini la materia con la necessaria specificazione dei diritti tutelati e delle relative fattispecie sanzionate con tanto di pena espressamente prevista, la legge regionale si presenta come una legge di indirizzo e di affermazione di diritti e del necessario rispetto degli stessi  – fondamentale traguardo di umanità ovviamente – ma resta priva di quella indispensabile coercibilita’ tipica delle leggi penali – di esclusiva competenza statale – nei confronti di chi commette veri e propri delitti in violazione delle libertà altrui, di qualsiasi origine, natura o specie si tratti.
Tutto questo assume un grande valore simbolico, al di là della pregnanza legislativa circoscritta al territorio regionale,  perché diventi legge naturale riconoscere e rispettare l’identità degli altri e la liberta’ legittima e insindacabile, tantomeno condannabile, delle singole scelte.
Oserei dire che é assolutamente un grido di civiltà affermare finalmente e a chiare lettere che la diversità è un valore e non un nocumento, é un diritto e non una concessione, è un emblema di normalità  e non un privilegio.

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Pubblicato da Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.
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