II “CONTE DRACULA “

<<Sembra sia morto a Napoli, sembra sia stato sepolto nel cuore della città e sembra che il suo corpo sia ancora qui»

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Nel 2014 alcuni studiosi, (tra i quali i fratelli Giandomenico e Raffaello Glinni e il direttore del museo delle Antiche Genti, Nicola Barbatelli,)  dopo attenti studi,sostengono che Vlad Țepeș ( IL CONTE DRACULA) sarebbe morto a Napoli. Sempre secondo i loro studi, sarebbe stato sepolto in Santa Maria La Nova.
La loro ipotesi si basa sulle decorazioni presenti nello scomparto centrale della lapide in particolar modo su un drago e su alcuni simboli egizi, mai apparsi prima su una tomba europea :” due sfingi contrapposte”, emblema della città di Tebe che gli egizi chiamano “Tepe”, cosa che sempre secondo gli studiosi, dimostrerebbe il rapporto esistente perché il vero nome di DRACULA era Vlad, Tepes

Gli studiosi in oltre pensano che il conte non sarebbe morto in battaglia, come molti erroneamente credevano, ma sarebbe stato fatto prigioniero dai Turchi e in seguito  sia stato riscattato dalla propria figlia, Maria Balsa, che nel frattempo era stata adottata da una nobile e ricca famiglia di Napoli, città dove si sarebbe rifugiata, per salvarsi dalla persecuzione turca. Maria Balsa avrebbe quindi portato in Italia il padre Vlad, e, alla morte di quest’ultimo, lo avrebbe fatto tumulare nella tomba del marito, Matteo Ferrillo.

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 Secondo altri studiosi  però non esisterebbe traccia dimostrabile di una figlia di Vlad, ma solo di figli maschi, mentre il soprannome “Tepes” non sarebbe riconducibile alla città di Tebe, ma alla parola turca che significherebbe “impalatore”, quindi si potrebbe presumere che se il significato fosse stato questo, una figlia non avrebbe certo fatto incidere sulla tomba del padre un appellativo così ignobile. Inoltre, il drago rappresentato sulla lapide non richiamerebbe “Dracula”, ma sarebbe da riferirsi allo stemma araldico della famiglia di Matteo Ferrillo. Nuovi studi, ancora in corso, hanno poi svelato che la croce posta sopra la tomba, non è una croce cristiana, ma è una croce satanica, cioè una simbologia blasfema . Ultimamente gli studiosi grazie ad una microcamera infilata in una crepa del sepolcro hanno potuto vedere anche le incisione interne del marmo ed hanno trovato inquietanti particolari: fra i simboli incisi, un teschio trafitto da una croce, cerchi concentrici, sequenze numeriche ed altre figure esoteriche di cui però ancora non si riesce a trovare una risposta, quindi possiamo soltanto dire che ancora non sappiamo, se in quella tomba riposi proprio IL CONTE DRACULA

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Biografia Luciana Pasqualetti

Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

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