Pasquale Apicella: eroe napoletano, vittima del Male

Lì fuori la pandemia è ancora in corso, ma purtroppo, neppure davanti a un’emergenza di tale portata, il Male si arresta. I delinquenti, i malviventi, i criminali non sono in lockdown, anzi, scendono per strada, cercando di non farsi vedere, per spargere il seme del loro orrore. Anch’essi sono come un virus insidioso e strisciante che corrode il bene comune; un virus che dobbiamo arginare con le armi della legalità e della civiltà. In questa battaglia, in prima linea, da sempre, ci sono le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine, ai quali – specie in questi giorni in cui sono chiamati a svolgere un ruolo cruciale – noi tutti dobbiamo massima riconoscenza. Purtroppo, come sappiamo, è notizia di due giorni fa quella della morte dell’agente di polizia, Pasquale Apicella.

Le dinamiche dell’accaduto, ormai sono note a tutti. Nella notte del 27 aprile, dei rapinatori hanno tentato un furto ai danni della filiale della Credit Agricole di via Abate Minichini, a Napoli. Questi erano ancora nei pressi della banca quando è arrivata la prima pattuglia, quella del commissariato San Carlo Arena. I malviventi hanno speronato l’auto della Polizia e hanno tentato la fuga, imboccando contromano, a fari spenti e a folle velocità, via Calata Capodichino. Da quella stessa strada stava sopraggiungendo, per effettuare il blocco, la volante del commissariato Secondigliano guidata, appunto, dall’agente scelto Pasquale Apicella. L’impatto è stato devastante; le due automobili si sono accartocciate e il motore del mezzo dei poliziotti travolti è stato sbalzato a diversi metri di distanza. Apicella era gravissimo quando sono arrivati i soccorsi ed è stato trasportato in ospedale ma, al suo arrivo, i medici hanno potuto solo constatarne il decesso. Il collega accanto a lui, invece, fortunatamete è riuscito a salvarsi la vita.

Due dei malavitosi, essendo stati responsabili dell’impatto, sono stati portati in ospedale e sono stati interrogati e arrestati. Altri due uomini, invece, sono stati individuati e arrestati in un secondo momento. Essi, residenti nel campo rom di Giugliano, sono ora accusati di omicidio volontario, lesioni dolose, tentata rapina aggravata, tentato furto aggravato e ricettazione.

Pasquale Apicella aveva solo 37 anni ed era un giovane papà con un figlio di 6 anni e una nata da pochi mesi. L’agente era in Polizia dal dicembre dal 2014 ed era stato prima all’ufficio del personale della Questura di Milano e poi al commissariato di Trastevere. Nel 2017, era riuscito a tornare nella sua città natale, lavorando prima al commissariato Scampia e, in seguito, a quello di Secondigliano, dove si trovava attualmente.

“Con profonda tristezza ho appreso la notizia del decesso in servizio dell’Agente scelto Pasquale Apicella nel corso di un intervento per fermare i responsabili di un tentativo di furto presso un istituto bancario di Napoli. Nell’esprimere a lei e alla Ps la mia solidale vicinanza, la prego di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e all’Assistente Capo Salvatore Colucci, rimasto ferito nell’intervento, gli auguri di pronto ristabilimento”. Queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Questa vicenda terribile e inaccettabile, oltre all’immenso dolore, in noi deve necessariamente muovere una riflessione importante. In questi giorni, giustamente, tutti gli operatori sanitari in lotta contro il Covid 19 vengono definiti “eroi”, così come “eroi” sono pure le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine. Però, non bastano le parole e non bastano i complimenti e gli elogi. Noi, se vogliamo considerarci veramente civili, dobbiamo pretendere che a coloro i quali si occupano di salvare le nostre vite, a diverso titolo, siano riconosciute condizioni professionali e remunerative molto più soddisfacenti di quelle attuali.

Sicuramente, sconfiggeremo il Coronavirus, ma – a costo di essere tacciati, in un certo senso, di “populismo”-, ci si consenta di affermare, a chiare lettere, che la nostra società continuarà ad essere malata fino a quando coprirà d’oro le persone sbagliate e non chi se lo merita davvero.

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Biografia Angelo Potenza

Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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