Strade di Napoli: Gabriele jannelli pioniere delle cure per la fertilità

La storia che stiamo per raccontare risale al 1931. All’epoca erano fin troppo lontane le cure per la fertilità e coloro che, per qualche malaugurato motivo, non riuscivano ad avere figli dovevano rivolgersi all’adozione. Ma la nostra storia è differente ed ha come protagonista un medico: Gabriele jannelli chirurgo presso l’ospedale Incurabili di Napoli.Un napoletano emigrato in America torna temporaneamente a Napoli e confida ad un suo amico, il dott. De Nito, la sua pena: non riuscire ad avere figli. Fino a quel momento la medicina non era riuscita a far passi in avanti in questo campo, conosciamo solo i tentativi di un medico russo di sperimentare trapianti di testicoli dalla scimmia all’uomo. Ma il Dott. Janelli con l’aiuto del Dott. De Nito e  due colleghi tenta molto di più. All’ospedale Incurabili, era ricoverato un giovane disponibile a prestarsi, in cambio di un ingente somma di denaro, come donatore.  Nella primavera del ’31 si terrà il primo trapianto di testicolo riuscìto perfettamente. Pochi giorni dopo il donatore fu in grado di uscire dall’ospedale e l’altro paziente fece ritorno negli Stati Uniti.

Gabriele Jannelli

Su Janelli e i suoi colleghi, pero, si abbatterono clamore e polemiche, molte le critiche e pochi i sostenitori. Il procuratore del Re intervenne nella vicenda e accusò e rinviò a giudizio i luminari. Durante il lungo processo, in cui anche il donatore li accusò di essere stato raggirato e di aver ricevuto solo 5000 lire contro le 10.000 promesse, i medici furono difesi da un famoso avvocato del tempo. L’avvocato Porzio con una sua accorata aringa riuscì a far prosciogliere i luminari completamente da ogni accusa. L’elemento più importante, per cui tutta la vicenda era iniziata, è che il nostro emigrante senza figli, riuscì a diventare padre di bene quattro figli. In ricordo di questa intrepida figura di dottore fu intestata una strada, in zona ospedaliere, fin allora denominata Via Nuova Camaldoli.

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Biografia Carmelita de Santis

"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo" così è iniziata l’avventura di Senzalinea. Tra i quattro amici, sfortunatamente, ci sono anch'io e le idee peggiori di questa pagina vengono da me. Amo e odio la mia città, mi appassiona la sua storia e le sue tradizioni.

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