Strade di Napoli: il lungo “sfratto” di Giacomo Leopardi

Nel 1833 incominciò il soggiorno napoletano dello scrittore Giacomo Leopardi. Arrivò a Napoli in compagnia dell’amico Antonio Ranieri, e del domestico Raffaele Volpa, per un periodo di riposo. Napoli  gli era stata consigliata per il clima mite che avrebbe potuto migliorare il suo stato di salute. Sappiamo che il rapporto fra Leopardi e Partenope fu estremamente altalenante, incominciando dalla ricerca dell’abitazione. Nel nostro immaginario la dimora del poeta è in qualche stabile elegante, in realtà il suo primo alloggio si trovava nel cuore di una zona molto popolare, quale i Quartieri Spagnoli, e consisteva in tre stanze ammobiliate. L’appartamento era in Vico Pulci ora chiamato Vico San Mattia. Il nome venne modificato dopo la disposizione che escluse i nomi sconvenienti dalla topomastica cittadina.

(Fonte Google) Vico San Mattia

Ma non fu questa l’unica sua abitazione, infatti poco dopo si trasferì in Via Santa Maria Ogni Bene. Questa sistemazione risultò essere molto più piacevole in quanto in un primo piano nobile, panoramica e poco lontana dalla Gelateria Pinto dove lo scrittore amava assaggiare i famosi gelati napoletani.

(Fonte Google PH Fiore S.Barbato)

Ma il pellegrinaggio non si concluse qui. Insieme al suo amico Ranieri, si trasferì in un nuovo appartamento a Vico Pero,nel Quartiere Stella. Fu proprio qui che durante una terribile epidemia di colera, il poeta morì di idropsia il 29 Giugno.

L’amico Ranieri, per evitare che la salma venisse tumulata nel cimitero per colerosi, costrinse il povero Giacomo ad un ulteriore trasloco. Infatti le sue spoglie vennero, dopo grosse pressioni, sotterrate nella chiesa di San Vitale, nel quartiere di Fuorigrotta.

Chiesa di San Vitale durante il Fascismo (Fonte Google) (Istituto Luce)

Le motivazioni che portarono l’allora parroco della chiesa a compiere quest’atto, furono tutto tranne che nobili. Infatti Ranieri gli offrì in dono del pesce, che si era procurato al mercato di Piazza San Pasquale, conoscendo bene i gusti gastronomici del prelato. Ma il giro non finisce qui. Nel 1934, durante il periodo fascista, la chiesa di San Vitale fu abbattuta e i resti del poeta trasferiti al Parco Vergiliano di Piedigrotta, dove la salma idealmente potè finalmente trovare pace.

Parco Vergiliano Piedigrotta, Tomba di Giacomo Leopardi

In realtà anche sulle spoglie del poeta sorsero polemiche. Il corpo , infatti, non sarebbe stato ritrovato, nei vari spostamenti la salma sarebbe dispersa per la nostra città. Leopardi lost in Naples.

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Biografia Carmelita de Santis

Carmelita de Santis
"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo" così è iniziata l’avventura di Senzalinea. Tra i quattro amici, sfortunatamente, ci sono anch'io e le idee peggiori di questa pagina vengono da me. Amo e odio la mia città, mi appassiona la sua storia e le sue tradizioni.

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