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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
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Venom: due o tre cose sul film

Redazione
Redazione 7 anni fa
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12 Min Lettura
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Dopo gli innumerevoli tentativi, forse Sony ha fatto centro al botteghino: nel momento in cui scriviamo, gli incassi delle anteprime americane di Venom si aggirano intorno ai 10 milioni di dollari, risulta in testa nel nostro paese, ed il buongiorno potrebbe vedersi dal mattino per i piani a lungo termine di Sony per quanto riguarda il voler costruire un suo universo cinematografico parallelo a quello di Marvel-Disney. Probabilmente è complice di questo “successo” la titanica campagna pubblicitaria che ha anticipato abbondantemente l’uscita del film (il trailer ha debuttato durante il Superbowl dell’anno scorso), e ci ha ricordato, sempre più intensamente, su sempre più piattaforme, che la data di uscita del film stesse per avvicinarsi. Tra chi sentiva già la puzza di sterco, e chi si era creato un castello di aspettative a partire dagli stralci di scene che comparivano nei trailer, l’attenzione è stata alta. In più, il solo pensiero di vedere Eddie Brock interpretato da quel matto di Tom Hardy è musica per le orecchie di un fan. Che dire di Riz Ahmed come antagonista? E Michelle Williams nel cast? Diretto da Ruben “Zombieland” Fleischer?! Mentre pensate a cosa dire, e solo nel caso non siate ancora passati al cinema lanciamo ufficialmente il nostro:

ALLARME SPOILER 

Alla fine giunge il fatidico 4 ottobre, e anche noi siamo andati al cinema a vedere Venom (senza troppe aspettative, va detto, ma soprattutto senza troppi pregiudizi). In un precedente articolo (che potete trovare qui) abbiamo già parlato della vita editoriale di questo personaggio che nasce come antagonista di Spiderman, e diventa uno dei personaggi ed antieroi più influenti dei comics degli anni ’90. Ma per quanto riguarda l’amichevole uomo ragno di quartiere, i diritti di sfruttamento cinematografico del personaggio appartengono a Marvel/Disney, che ha deciso di inserirlo nel suo Marvel Cinematic Universe a partire da Captain America: Civil War, mettendo Tom Holland nei panni di Peter Parker. Venom, invece, rimane nelle mani di Marvel/Sony, ed infatti abbiamo avuto il (dis)piacere di vederlo già in passato, precisamente nel terzo capitolo della trilogia di Sam Raimi dedicata al nostro arrampicamuri preferito. E così, visto il risultato della sua apparizione in Spiderman 3, la Sony ha ben pensato di rilanciare il personaggio nel 2018, provando a sfruttarne a pieno le sue immense potenzialità narrative, donandogli una pellicola che lo vede protagonista assoluto. Per questione di diritti, quindi, questa origin story di Venom ha dovuto sistematicamente escludere la presenza dell’Uomo Ragno, benché non venga esclusa la possibilità di vederlo in seguito: sembrerebbe, infatti, che i diritti di sfruttamento del personaggio siano in prestito, e nel film è presente anche un richiamo al Daily Bugle di New York, il giornale per cui, nei fumetti, lavora lo stesso Parker. Aldilà di queste speculazioni, il reinventare la nascita di Venom senza la sua nemesi, e riadattarla al cinema è già una mossa molto audace, considerando la fan-base di riferimento.

In questa pellicola Eddie Brock ci viene presentato come un giornalista d’inchiesta molto motivato a smascherare le ingiustizie dei potenti con l’ausilio del quarto potere. Così motivato e disposto a tutto che metterà a repentaglio la sua carriera e il rapporto con la donna che ama (Michelle Williams) per svelare i retroscena della L.I.F.E. Foundation di Carlton Drake (Riz Ahmed), potentissima multinazionale farmaceutica che ha allargato la propria ricerca addirittura alle forme di vita spaziali. Ed è proprio Drake a portare i simbionti sulla terra, per sfruttare il fatto che siano in grado di unirsi all’uomo potenziandone le capacità fisiche, con il fine ultimo di preparare gli abitanti della terra all’imminente collasso ecologico del pianeta. Per farlo, però, Drake usa degli innocenti senzatetto come cavie per i suoi esperimenti. Così, l’oramai distrutto Brock, comincerà la sua personale crociata contro la L.I.F.E., e nell’investigare su questo caso si imbatterà nel simbionte con cui formerà Venom.

Da qui si propagano una serie di gag tra Eddie e la personalità del simbionte che cerca di prendere il sopravvento, orientando il film verso toni più vicini alla commedia, con divertenti momenti al limite dello slap-stick. L’essere informe del simbionte risulta uno strumento utile per sorprendere lo spettatore, ed il contrasto caratteriale tra le due entità provoca un divertente effetto Jekyll e Hyde che strappa più di un sorriso. A questi momenti, ovviamente, si alternano scene d’azione da action puro in salsa supereroistica, come ci si potrebbe aspettare da un cinecomics. Il tutto è condito con sequenze horror (che trovano il proprio apice nella sequenza nel laboratorio della L.I.F.E., in cui Eddie entra in contatto con Venom per la prima volta) che vorrebbero essere crude, ma non possono: il film ha solo un “vietato ai minori di 13 anni“, quindi le teste che Venom inghiotte non sono mai mostrate e di sangue non c’è neanche l’ombra. Insomma, un cinecomics che vuole distinguersi per la sua crudeltà ma non osa più di tanto.

Crudeltà pura che dovremmo ritrovare nel personaggio di Riz Ahmed, che poi si unirà a Riot, il “caposquadra simbionte”, più forte e pericoloso di Venom. Eppure il miliardario senza scrupoli Carlton Drake risulta un antagonista le cui motivazioni sono scontate, oltre a mancare di carisma ed originalità (ma questo è un difetto di molti villain dei cinecomics, soprattutto di quelli Marvel, come sappiamo). Proprio Drake rappresenta il bersaglio del lieve sottotesto “critico” del film, visto che dovrebbe incarnare la pericolosità della scienza senza limiti morali. Carlton Drake non è quindi di certo un “villain” memorabile, e risulta ancor meno credibile quando va a formare Riot.

A proposito di Riot, forse è il caso di aprire una piccola parentesi sulla scarsa qualità della CGI del film che, proprio nel finale, che vede Riot scontrarsi con Venom, da il peggio di sé, creando confusione in una scena già completamente caotica di suo, grazie anche alla scelta di rendere i due simbionti leggermente diversi da un punto di vista cromatico, grazie ad un montaggio ultracinetico, una fotografia forse eccesivamente dark e movimenti di macchina superveloci. Come se non bastasse, durante tutto il corso del film, anche un occhio non particolarmente avvezzo al linguaggio cinematografico si accorgerebbe dei diversi errori di montaggio, presenti non solo durante le scene d’azione. Come se non bastasse, proprio le scene più cruente sono state tagliate, a detta dello stesso Hardy.

Anche il personaggio interpretato dalla Williams va ad iscriversi nella categoria di personaggi poco caratterizzati (che in questo film sono la maggioranza): la sua presenza nel film è funzionale solo al proseguo della trama e a supportare il protagonista come una “spalla rosa” nel momento del bisogno, completamente in controtendenza con il resto dei cinecomics contemporanei, che vedono una sempre più forte presenza femminile.

Nel complesso, sembra essere parere quasi unanime della critica il considerare Venom un film datato, un passo indietro rispetto al percorso di raffinamento del genere supereroistico, soprattutto da un punto di vista di scrittura. Ed effettivamente, se consideriamo tutto quello dai noi detto fino ad ora, è vero.

Ma considerarlo ai livelli di quei cinecomics bollati dall’internet come “i peggiori di sempre” (a cui abbiamo dedicato anche una top 5) è un esagerazione. E’ impossibile non avvertire l’eccessiva linearità della trama e la forzatura di alcune soluzioni narrative, certo. Ma guardando a ciò che si legge su internet si avverte come una eccessiva voglia di demonizzare un film che, tutto sommato, diverte ed intrattiene senza avere troppe pretese, e lo fa per quasi tutta la sua durata (forse troppo breve, considerati i 112 minuti compresi i titoli di coda).

In primis, perché l’interpretazione di Tom Hardy vale probabilmente il prezzo del biglietto: il processo di simbiosi che andrà a produrre Venom è doloroso e graduale, ed inizialmente Eddie ed il suo corpo rifiutano di accettare l’alieno. Ne risultano comportamenti assurdi, deliri e trasformazioni fisiche ed emotive, immortalate nel volto e nella postura di un Hardy che cambia di scena in scena e ci fa quasi venire voglia di vederlo come protagonista di un Body-Horror di Cronenberg. Peccato per il doppiaggio e l’adattamento, che tolgono davvero tanto alla pellicola e soprattutto all’interpretazione dell’attore britannico.

Tenendo presente che il media fumetto e il media cinema ed i loro prodotti debbano essere analizzati separatamente, anche quando l’uno è adattamento dell’altro, vogliamo comunque soffermarci su alcune considerazioni:

Seppure lo stesso Venom sia stato poi sottoposto ad una ristrutturazione radicale rispetto al fumetto, soprattutto nei poteri e nel carattere, il rapporto Eddie/Simbionte rimane la parte più interessante del personaggio. Entrambi ci vengono presentati come reietti moralmente ambigui o addirittura come figure immorali. Un importante differenza con il cartaceo è riscontrabile proprio in questo rapporto: nel film Venom e Eddie rimangono due coscienze separate che hanno diversi punti di “compatibilità”; nei fumetti è l‘odio verso Spiderman il collante primario che avvicina i due, che poi andranno a confondere le proprie coscienze l’una nell’altra, risultando spesso impossibile distinguere chi abbia preso il sopravvento.

La componente ironica è un altro aspetto fortemente criticato dell’adattamento del film, ma va ricordato il fatto che è presente in maniera marcata fin dalla prima apparizione del personaggio del 1988.

Partendo da questo elemento, ho potuto notare personalmente come alcuni passaggi narrativi possano essere incomprensibili e sbrigativi a gli occhi di chi non conosce a fondo il personaggio di Venom. E questo, ovviamente, rimane una scelta di scrittura inspiegabile.

Ora non ci resta che attendere l’evoluzione dell’universo cinematografico che scaturirà da partire da questa pellicola. Riuscirà questo film ad aprire la strada ad una serie di pellicole dedicate a personaggi (principalmente secondari) appartenenti all’universo Marvel cartaceo e di cui Sony detiene i diritti? Vista la prima scena post-credit, sembrerebbe che sia già in programma un sequel, che si propone con l’ausilio di un volto, quello di Woody Harrelson, e di un nome, quello di Carnage.

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