mercoledì , 16 Ottobre 2019
NAPLES, ITALY - SEPTEMBER 17: SSC Napoli players celebrate the victory after the UEFA Champions League group E match between SSC Napoli and Liverpool FC at Stadio San Paolo on September 17, 2019 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Meritiamo di più? Un grande Napoli stende i Reds, ora i tifosi facciano la loro parte!!

Ancora il Liverpool!! E ancora una vittoria contro i terribili Reds di Jurgen Klopp: i campioni di Europa, guidati dall’allenatore tedesco, tanto vincente quanto “sfortunato al San Paolo, escono dal catino di Fuorigrotta con le ossa rotte. Eh già, lo Stadio San Paolo, il dodicesimo uomo anche nelle sfide più disperate degli anni passate, rimesso a nuovo per le Universiadi e gioiello da preservare: guardando la bella (ma non indimenticabile) cornice di pubblico presente ieri sera nel vetusto impianto partenopeo e leggendo le vagonate di fango scaricate su De Laurentiis (“Pappo’ caccia ‘e sord” è lo slogan preferito da una larga frangia di incomprensibili supporters del vecchio ciuccio), su Ancelotti (“S’è venuto a piglià ‘a penzione”, il meno acido dei commenti sul mister di Reggiolo) ci viene in mente una domanda: ma noi, un Napoli così, lo meritiamo? O meglio…loro…lo meritano?

La nostra è una città dove i re vengono esaltati e poi buttati nel cesso con tanta, troppa,  facilità: l’azienda Napoli funziona, è florida, una società sana e solvibile, senza debiti, un parco giocatori ampio e di qualità, un mix perfetto di giovani e anziani, tanti calciatori ormai facenti parte del gruppo azzurro da anni. Le vedove di Icardi avranno avvertito una forte gastrite nel vedere il gigante buono (e bello a sentire le tifose azzurre!) Llorente alzarsi dalla panchina e prendere a spallate la difesa multimilionaria dei rossi inglesi; per non parlare del sottovalutato, a dir poco, Giovanni Di Lorenzo, fisico e tecnica a servizio della squadra, uno di quelli che non lo diresti mai essere all’esordio nella massima competizione calcistica europea; l’elenco sarebbe lunghissimo, evitiamo di fare altri nomi ma la compagine di Mister Carletto ieri ha giocato una gara di enorme intelligenza, al cospetto di una avversario oggettivamente superiore per individualità ma che ha lasciato le penne sul campo subendo la gara intelligente, tutta testa e cuore, non senza qualche normale svarione,  dei padroni di casa.

E’ stata una gara equilibrata, sul filo dell’equilibrio: entrambe le contendenti hanno interpretato i novanta minuti con grande attenzione e applicazione difensiva pur senza disdegnare le sortite offensive. I due portieri, Meret e Adrian, si sono resi protagonisti, nel secondo tempo, di due interventi da spellarsi le mani e quando lo zero a zero sembrava il risultato più ovvio, vista anche la grande stanchezza in campo, ci ha pensato il “vecchio” Callejon, con furbizia e qualità, a costringere al fallo l’ingenuo Robertson. Il belga-napoletano ha pensato a realizzare la rete del vantaggio trasformando di rabbia il penalty, bissata nel recupero dalla realizzazione del già citato Llorente.

Un plauso merita la prova del criticatissimo (anche dal sottoscritto) Mario Rui: 95 minuti di lotta contro Salah, un duello vinto per no contest contro l’asso egiziano, senza rinunciare ad attaccare gli inglesi sul loro lato destro.

Non me ne vogliano i papponisti, gli opinionisti senza patria, i cultori della critica ad ogni costo: questo Napoli è uno dei più forti mai visti nella storia. Una squadra capace di arrivare alla porta avversaria in tanti modi e di difendere con le unghie, ma soprattutto con grande applicazione, la propria porta. Il recupero di Koulibaly, dopo le fatiche estive, ha spazzato via anche i dubbi per i sette gol presi nelle prime due giornate e siamo sicuri che anche Manolas, le cui qualità e limiti forse ignoravamo, una volta acquisita maggiore sicurezza e confidenza con il gigante senegalese ,saprà fornire un contributo di maggiore sicurezza.

Non saranno tutte rose e fiori, questo si sa, ma godiamoci questo gruppo, esultiamo alle loro imprese, incoraggiamoli nei momenti difficili. Basta con le critiche ad ogni costo, basta con gente che fa i conti della società e non essere in grado di fare una moltiplicazione a due cifre, basta con gli opinionisti falliti pronti a vomitare di tutto pur di avere un minimo di visibilità. Che sia la stagione della svolta, nei risultati e nella mentalità di tutti, nella speranza di assistere sempre ad una competizione sana e regolare in Italia ed in Europa.

 

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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