Potatura in ambiente urbano: cosa dice la Normativa

Quando si potano gli alberi e le piante del proprio giardino in città, a cosa bisogna fare attenzione secondo la Legge? Scopriamolo in questo articolo.

Recentemente, la normativa riguardante gli sfalci e le potature è stata oggetto di una modifica e un intervento molto importante da parte del legislatore nazionale.

Infatti, con la Legge del 3 maggio 2019, n° 37, anche chiamata “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018” (di seguito “L. 37/2019”) si è ufficializzato il perseguimento di un obiettivo specifico.

Stiamo parlando, almeno sulla carta, della possibilità di chiudere la procedura di infrazione europea avviata contro l’Italia per via di un ampliamento della deroga comunitaria, applicata alla normativa sui rifiuti. In tal senso, il legislatore ha modificato l’articolo che detta i casi di esclusione dalla disciplina sui rifiuti. Ma a prescindere da questi elementi, bisogna assolutamente sapere quando e come effettuare una giusta potatura, per evitare che gli arbusti muoiano o si rovinino, e fare in modo di contribuire all’ambiente urbano nel modo più concreto possibile.

Cosa dice la Legge?

A questo punto vi starete chiedendo, ma qual è l’effettiva qualificazione giuridica degli sfalci e delle potature. Ebbene, occorre prima di tutto prendere in esame l’articolo 184 del d. Lgs. 152/2006, il quale classifica tutti i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi come rifiuti urbani, mentre quelli provenienti da attività agricole come rifiuti speciali.

A tutto questo va aggiunta anche un’eccezione significativa, che rende questa qualificazione esente da tutto ciò che rappresenta le materie fecali: l’elemento fondamentale è che non rappresenti un pericolo per la salute umana e un danno all’ambiente.

Finalità della potatura

In linea generale, la potatura intesa come un’operazione di tecnica colturale, ha lo scopo principali di regolare l’attività vegetativa in funzione della produzione delle piante di frutto, oppure per migliorare l’estetica e la funzionalità di quelle ornamentali. Per quanto concerne l’ambiente urbano, deve infatti conseguire alcuni obiettivi specifici, come il favorire la longevità della pianta, il mantenere il più possibile il portamento naturale od obbligato, risolvere tutti quei problemi di stabilità e rimuovere eventuali infezioni.

Bisogna infatti sempre valutare la gestione e il mantenimento omogeneo del verde urbano, che è altresì importante. Eliminando i rami secchi, le branche cariate e assicurandosi la longevità delle piante, si può contribuire a creare uno spazio accogliente ed esteticamente bello.

La potatura deve essere necessariamente guidata e specificata, seguendo il vero significato del termine. Infatti, non vuol dire assolutamente tagliare o sbrancare un albero o una pianta, quanto invece intervenire con operazioni mirate e compiute sulla chioma, con lo scopo di assecondare e modificare gli obiettivi espressi in precedenza.

A tal proposito si possono utilizzare forbici elettriche e cesoie, oppure altri strumenti che non distruggono o rovinano nulla.

 

I turni

Quando si fa la potatura in ambiente urbano bisogna anche tenere traccia di alcune condizioni particolari, utili per determinare anche quelle future.

Infatti, i turni sono molto importanti e lunghi, ed è inevitabile che alcuni tagli avranno delle sezioni ampie che rappresentano vie di ingresso per potenziali microrganismi o insetti pericolosi.

Non esistono però delle regole fisse che bisogna seguire, ma più che altro un sistema di norme comuni a cui adeguarsi o da cui trarre ispirazione. Infatti, fino se la pianta non supera 10 anni, il taglio andrà fatto una volta ogni 2 anni, mentre se ha da 10 a 40 anni, il tempo aumenta a una volta ogni 5 anni. Se invece si tratta di un arbusto di età superiore ai 40 anni, allora la potatura potrà essere effettuata una volta ogni 10 anni.

Per evitare qualsiasi incombenza e inconveniente e ottenere sempre il massimo dalle piante da frutto e ornamentali, dobbiamo specificare che è fondamentale impostare una tecnica di coltivazione razionale, quindi con cadenze regolari.

2 tipologie di intervento

In generale possiamo distinguere due tipologie di intervento, che possono essere definite: piramidale e a vaso. Infatti, gli alberi della prima tipologia hanno l’asse principale che raggiunge la sommità della chioma: come olmo e frassino. Gli arbusti invece appartenenti alla seconda hanno l’asse principale che si apre a un certo punto, come per l’ippocastano e il tiglio.

Ciò comporta che, a meno che non siate particolarmente esperti di questo genere di operazioni, è sempre bene chiedere consiglio a un professionista per fare in modo di non rovinare il portamento di nessuna pianta, e anzi favorire la sua crescita e prosperità con una potatura a norma di legge.

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