LA CARROZZA DI CAPODICHINO


Nel quartiere di Capodichino si racconta la storia di una carrozza “ molto particolare” .

Si narra che una notte, precisamente la notte del 2 novembre, una vecchia signora che abitava di fronte alla grotta di Capodichino, non riuscisse a prendere sonno e presa da una strana ansia, verso mezzanotte si affacciò dal suo balcone ,
All’inizio non riuscì a mettere bene a fuoco cosa fosse, ma sentiva distintamente lo scalpiccio di zoccoli, poi piano piano apparve una carrozza completamente nera con i bordi d’oro circondata da un immenso alone di fuoco. La carrozza era trainata da grandissimi cavalli neri come la notte, ma la cosa che più la spaventò, fu il cocchiere:uno scheletro vestito di viola e con un grande cilindro per cappello
La carrozza si fermò davanti alle grotte di Capodichino, per aspettare che dai sotterranei uscissero le anime dannate dei soldati nazisti della seconda guerra mondiale.
Le anime urlavano mentre lo scheletro secondo il racconto dell’anziana signora rideva continuando a frustarle.
Appena tutte le anime furono nella carrozza essa scomparve nel nulla così come era apparsa .

Da quel giorno più nessuno ha visto quella carrozza però se vi capita di passare da quelle parti la notte del 2 novembre, mettetevi in ascolto, c’è chi dice che si possono sentire i lamenti di quelle anime dannate.

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Biografia Luciana Pasqualetti

Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

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