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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
L'angolo della Pecora Rosa

Chi sono veramente le Drag Queen?

Giornalista Queer
Giornalista Queer 9 anni fa
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4 Min Lettura
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Il nome nasce dall’associazione di due parole inglesi, ossia drag che vuol dire artista appartenente al genere gay e queen vuol dire regina. Quindi combinati danno un’idea di artista sopra le righe da amare rispettare e guardare con stupore.

Le drag queens sono un po’questo, artisti del travestimento, vere e proprie opere d’arte, sempre eccessive, colorate, i vestiti ed il trucco sono il loro marchio di fabbrica.

Fare la drag queen è un vero e proprio lavoro, ci si inventa un personaggio dal nome caramelloso, a volte sono omaggi a grandi star, spesso icone gay, altre sono personaggi creati dal nulla. La drag si crea un suo stile un suo gergo e mette in scena un suo show fatto di siparietti, canzoni ed imitazioni.

In America sono anche dei veri e propri fenomeni televisivi , con reality, album musicali, merchandising e tanti fans. Sono molto rispettate dalla comunità gay che le adora e dal resto del pubblico che le ama. Le queens  sono artisti “innocui” ed allegri, una nota di colore accecante nel grigio del nostro mondo, che portano avanti i loro show ma con un messaggio, tra le righe, molto forte, ossia : Siate voi stessi e sempre al meglio. Uno dei massimi esponenti del genere è Ru Paul, un omone altissimo che si trasforma in una pantera dalle gambe chilometriche. Ma ce ne sono tante altre, mi vengono in mente Detox e Alaska Thunderfuck. Trucco teatrale, zeppe inverosimili e parrucche, delle barbie canterine con il pomo d’Adamo.

Vi siete mai chiesti questi uomini chi sono? Che fanno una volta scesi dai tacchi e calato il sipario? Spesso dietro ad ogni drag si nasconde un ragazzo molto semplice ma con dei grandi sogni. Il travestirsi è un istinto che non si controlla, si è spinti a ad indossare abiti femminili ed a ballare davanti allo specchio già da bambini. E’ una tendenza che magari diventa una professione. Le drag sono sfacciate, nascoste dietro a quintali di trucco, dicono ciò che pensano attraverso le loro voci baritonali, creando un alter ego si possono esprimere liberamente pur rimanendo nascoste, bilanciano la propria personalità introversa con la loro parte drag. Questo crea un equilibrio assoluto tra chi si è e chi si vuole essere.

Ci si domanda se sono tutti necessariamente gay. La questione è spinosa, dire che sono tutti gay è un luogo comune, ma pensare ad un uomo etero che fa questo lavoro e adora lustrini e boa di struzzo è altrettanto inverosimile. La favolosità delle drag viene dalla genetica gay, altrimenti sarebbero solo delle macchiette travestite. Sbattere le ciglia finte in sincrono è un’arte. Queens si nasce e ci si perfeziona con il tempo, poi la chirurgia fa il resto.

La situazione in Italia non è la stessa che all’estero, le drag sono ancora per un pubblico gay e le si vedono solo ai pride o in serate a tema, anni fa provarono a lanciare un programma tv su Italia uno, “Tacchi a spillo” sulla falsariga degli show americani, ebbene lo show ha avuto breve vita, i concorrenti erano uomini etero che si cimentavano sui tacchi e spesso il conduttore ci teneva a specificare che non erano gay, che avevano una famiglia, come per dire“tranquilli sono normali”.

Che ipocriti che siamo.

Don’t be a drag just be a queen

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Giornalista Queer Giu 8, 2017
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Pubblicato da Giornalista Queer
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Il Giornalista Queer. Autore di romanzi LGBT+, giornalista ed editore, Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe ci accompagnerà alla scoperta del mondo LGBTQA+
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