SERGIO RAMOS SPEZZA IL SOGNO AZZURRO

Il calcio è uno sport bellissimo, porta in sé delle caratteristiche che non si riscontrano in nessun altro sport di squadra: nessun risultato è scontato e quella che può sembrare una frase fatta assume ancora più valore dopo aver visto la gara di ieri sera tra il Napoli ed il Real Madrid. Gli unici ballottaggi pre-partita riguardavano la coppia di centrocampo che avrebbe fatto compagnia ad Hamsik: Allan e Diawara hanno la meglio sugli altri. L’atmosfera  è di quelle magiche e il primo tempo dei partenopei resterà impresso per molto tempo ancora nelle menti di tutti i tifosi azzurri. Eh già perché i primi quarantacinque minuti sono un monologo dei padroni di casa, intensità e qualità abbinate alla spinta del San Paolo sono gli ingredienti giusti per mettere in difficoltà i Blancos, che schierano il tridente BBC, e Sarri e i suoi ragazzi li mescolano al meglio per creare una ricetta degna del miglior Cannavacciuolo. E’ come sempre il centro sinistra la zona del campo che il Napoli utilizza maggiormente per far male agli avversari e mai si era visto il Real soffrire tanto da dover sparacchiare decine di palloni in fallo laterale o in avanti nella speranza che qualcuno potesse farne buon uso. In mezzo al campo comanda il Napoli, Allan è guerriero indomabile, attacca qualunque avversario nei pressi del pallone, Hamsik gioca aggirando Modric (che lo segue poco) e creando spazi per sé e per i suoi in mezzo alle linee, Diawara mostra la tranquillità di un veterano nel gioco stretto. E gli azzurri attaccano, dall’inizio, sperando nell’impresa. Ci prova un paio di volte da fuori il Napoli, prima con Insigne (para Navas), poi due volte con Hamsik (fuori), ma il gol azzurro è nell’aria: tutto in verticale da Koulibaly a Insigne e poi al capitano che serve Mertens in profonditàe, diagonale di sinistro e San Paolo che vien giù. Il Real soffre, prova a reagire con qualche estemporanea azione personale, in una di queste Ronaldo centra il palo dopo aver saltato Reina, identica sorte per un diagonale di Mertens dopo una percussione di Allan. La difesa azzurra, insomma, regge l’urto nel primo tempo, bene Hjsay contro la coppia Ronaldo-Marcelo, benissimo Ghoulam, pendolino inesauribile a sinistra, bene i centrali che sbagliano quasi nulla.  Il primo tempo termina uno a zero e c’è anche il rimpianto per un risultato che pare star stretto al Napoli.

Nella ripresa però le cose cambiano, il Real prova a risalire il campo alzando il pressing e proprio da un errore in disimpegno di Hamsik nasce il corner che porta al pari: Sergio Ramos sale in cielo e batte Reina. Le castronerie ascoltate nel post partita sulla difesa a zona o a uomo le lasciamo ai criticoni ad ogni costo, eh già perché pochi minuti dopo altro corner e il difensore spagnolo fa ancora gol (favorito da deviazione di Mertens). La partita di fatto termina qui, e da qui ci riattacchiamo al prologo di questo articolo, dopo un’ora di gioco da parte di una sola squadra in campo il risultato recita Napoli 1 Real 2. Roba da impazzire. L’ultima mezz’ora di fatto non esiste, troppo forte il contraccolpo per i due gol presi, iniziano le sostituzioni (anche conservative) e allora spazio a Rog, Milik e Zielinski per Allan, Insigne e Hamsik. Nel finale arriva anche il terzo gol, lo segna Morata che zittisce il pubblico napoletano con un gesto tanto odioso quanto inutile (del resto la scuola da cui proviene è quella, ci sta poco da fare)  al cospetto di uno stadio trasudante passione e civiltà, un pubblico che non ha mai smesso di cantare e che ha tributato ai propri beniamini un lungo e meritato applauso.  L’1-3 finale resterà, purtroppo, nelle statistiche ma il risultato è bugiardo oltre ogni possibilità di smentita.

Nel dopopartita è il Presidente a prendersi la scena attaccando i giornali del nord e, in particolare, la rosea. Ovviamente immediata la reazione dei vari giornalisti italiani da tutte le sponde, proprio quelli che riducono i cori inneggianti al Vesuvio a puro costume,  proprio quelli che ci chiamano piagnoni perché sarebbe troppo per loro ammettere brogli e partite manipolate. E allora va bene la reazione del Presidente che altro non ha fatto se non dire quello che tutti i napoletani pensano.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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